«Teste inattendibile» Strauss Kahn è libero

Ofelia ha mentito. Ci sono le intercettazioni ambientali a confermarlo. Il rapporto c’è stato, ma la cameriera potrebbe essere stata consenziente e aver architettato tutto per guadagnare soldi e popolarità dalla vicenda. Lo ha anticipato il New York Times, lo ha confermato il giudice che ieri pomeriggio ha disposto la scercarazione di Dominique Strauss Kahn. L’ex numero uno del Fondo monetario internazionale forse è innocente, ma ormai è troppo tardi. Succede nell’era di Twitter, della comunicazione istantanea e globale: un uomo arrestato è già condannato. Senza passare per l’aula del tribunale. La gogna al tempo del social network prevede il paradosso per cui uno degli uomini più potenti del mondo, pressoché certo candidato all’Eliseo alle presidenziali del 2012 (fino a due mesi fa i sondaggi lo davano come favorito al ballottaggio con Sarkozy) si ritrova di punto in bianco in manette. Una cameriera dell’hotel a cinque stelle lo accusa di stupro, lui viene prelevato all’aeroporto portato in cella.

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