Rai: anche questo muro dovrà venire giù

Una brutta giornata ieri in Vigilanza Rai. Dopo nove mesi di rinvii era giunto in votazione l’atto di indirizzo sul pluralismo, un atto in cui la commissione parlamentare fornisce dei ragionati consigli all’Azienda pubblica su come garantire la sua missione di provvedere a una corretta, completa e plurale informazione.
L’opposizione ha voluto incassare prima i regolamenti sulla comunicazione per le amministrative e i referendum. Grande delusione quando il centrosinistra ha annunciato l’ostruzionismo per impedire che passi l’atto sul pluralismo. Amarezza soprattutto di fronte all’impotenza del presidente Zavoli, che si era fatto garante dei suddetti accordi.
Il Pd ha argomentato che una volta uscito di scena Santoro un atto sul pluralismo siffatto non ha più ragion d’essere. Un autogol, che certifica da un lato la consapevolezza di una faziosità emblematica, dall’altra la colpa di averlo presentato per tre anni come un martire. Il pluralismo, per noi, non ha nomi e cognomi e non cessa di dover essere affermato perché il più fazioso ha levato le tende.
La sinistra farà le barricate, perché di una maggiore offerta informativa in Rai ha paura. Promettono che Viale Mazzini sarà la nuova Stalingrado. Noi promettiamo che anche questo muro crollerà, come tutti quelli che hanno costruito in passato per imprigionare gli uomini e le loro menti.