Previdenza: ma perché dobbiamo farci del male?

Se per un punto Martin perse la cappa, per una virgola in più, neppure tanto necessaria, il governo rischia di subire un’altra campagna mediatica, con la sinistra a gettare allarme, il web scatenato, i link con le caricature di Tremonti mentre rincorre le vecchiette con un’ascia in mano, i blog zeppi di commenti irripetibili. Tutto perché, parlando di pensioni, si è toccato qualche tasto di troppo. Partiamo da un presupposto: da molti anni non c’è manovra economica in questo Paese che non punti a limitarne l’importo. Ha iniziato Giuliano Amato, nel 1992 e la sequela dei tagli non è ancora finita, nonostante oggi l’Italia sia, da questo punto di vista, tra le più attrezzate in Europa. Giulio Tremonti sembra non aver resistito all’idea di metterci ancora una volta lo zampino. Un intervento limitato, visto l’ammontare, ma che dato l’argomento non sta mancando di provocare polemiche a non finire.

Leggi l’articolo sul Secolo del 5 luglio