Muoia l’Italia purché cada Berlusconi

Napolitano interviene plaudendo alle opposizioni che hanno fatto una campagna internazionale di diffamazione a mezzo stampa contro il proprio Paese, causando quello che è sotto gli occhi di tutti e cioè un deprezzamento degli asset nazionali. Le opposizioni in questione – a cui plaude – sono le stesse che, in seguito all’ennesimo appello alla responsabilità dello stesso Presidente, che nei giorni scorsi ha più volte chiesto di non sabotare la manovra, hanno risposto che la smettono di “remare contro” solo se se ne va Berlusconi. E Napolitano plaude.
Non serve essere un esperto di economia per capire che diffondere notizie catastrofiste prima del varo della manovra genera allarme e fa scendere le quotazioni in Borsa, cosicché gli amici degli amici possono comprare al ribasso e – quando la manovra è varata – i titoli risalgono e gli speculatori si sono riempite le tasche e si ricorderanno di chi li ha fatti indebitamente guadagnare.
Coi titoli pubblici è molto peggio. Le perdite vengono caricate sul Bilancio dello Stato. Il che significa che a perdere non è solo chi gioca in Borsa o chi possiede azioni;  ne facciamo le spese tutti. Perché ogni cittadino – compresi i neonati – contribuisce per la sua parte al pagamento degli interessi dovuti a chi ha acquistato i titoli. Solo per il fatto di essere italiano.

Leggi tutto sul Secolo d’Italia del 12 luglio