Manovra ok, critici ko

La Banca europea, alla faccia del pressing fatto dall’opposizione su media e cancellerie europee, ha espresso il suo plauso alla manovra di correzione dei conti pubblici, per bocca del suo presidente Trichet.
Trichet alla Bce non ce l’ha messo Berlusconi e non è che le istituzioni europee siano mai state molto tenere con i governi di centrodestra. Anzi, diciamo pure che, tendenzialmente, le simpatie europee sono sempre andate in direzione di quei personaggi – seppur di nazionalità italiana – che sentivano più vicini a sé che al popolo italiano stesso. Anche i politici europei e i funzionari delle commissioni, del Parlamento e perché no della stessa Bce, si documentano sulle vicende italiane sui giornali noti: El Pais, Le Monde, l’economist e – per chi sa leggere l’italiano – la Repubblica e il Corsera.
Non c’è quindi da meravigliarsi se prevale un sentimento di disrispetto e scetticismo per la nostra repubblica e persino per il nostro popolo, che inspiegabilmente ma ostinatamente, continua a dare sostegno al governo sbagliato.
Qualcosa si è incrinato nell’immagine scontata che persino gli esponenti della sinistra europea avevano del nostro Paese se, alla vigilia della missione di Berlusconi a Bruxelles in cui ha esposto le linee guida della strategia economica italiana, Bersani si è dovuto precipitare a fare l’ennesimo briefing ai colleghi del Pse, per ribadirgli quello che gli aveva detto per due anni ed a cui non credevano più: Berlusconi ha i giorni contati: sta per cadere.
Ci crederanno ancora? Improbabile. Intanto le sinistre italiane, tra allarmismi e false notizie diffuse dalla Cgil e da compiacenti giornalisti che scommettono sull’implosione della nostra società ogni venerdì per sabato (notizie che non incidono tanto sulla gente, ma servono a far crollare i titoli nazionali in Borsa e aiutare alcuni speculatori “progressisti”) e bande armate che accorrono con spranghe e molotov a interpretare generosamente qualunque disagio di qualsiasi settore produttivo o improduttivo del popolo italiano, portano avanti il loro porco lavoro di disfattismo e sabotaggio degli interessi comuni.
Ci abbiamo pensato noi a sollevare delle perplessità sulla manovra, proprio ieri, a proposito del  minacciato blocco degli adeguamenti pensionistici. Il governo ha accolto la nostra sollecitazione e ha annunciato che gli adeguamenti delle pensioni medio-basse non sarà toccato. Il prezzo della crisi lo pagheranno quelli con le pensioni d’oro.