«Le direttive Ue sul 41 bis? Per noi è carta da camino»

La notizia fa il giro dei media: il governo vuole abolire il 41 bis. Apriti cielo, tornano i vecchi complottismi. Peccato non ci sia nulla di vero. E le direttive “umanitarie” di Strasburgo? «Le useremo per pulirci le scarpe», spiega un infuriato Maurizio Gasparri.
Senatore Gasparri, ci spiega come sia possibile che di punto in bianco i giornali dell’opposizione sbattano in prima pagina la notizia per cui il governo vuole abolire il 41 bis? Come nascono certe convinzioni?

Guardi: non ne ho idea. Posso però dirle come finiranno.
Siamo tutt’orecchie…
Questa storia finirà con il 41 bis che sarà applicato in maniera decisa, seria e radicale dal governo.
Del resto il governo ha sempre avuto una linea chiara su questo punto, no?
Certo. Pensiamo solo ai 41 bis firmati dal ministro Alfano per isolare i boss in carcere. Pensiamo anche alle norme che abbiamo inserito nel pacchetto sicurezza…
E allora le proposte per «affievolire» o «revocare» il carcere duro?
Astruserie dette da persone prive di buon senso e che risiedono a Strasburgo. Glielo dico chiaramente: non so chi sono e non so cosa vogliono. So solo che sbatteremo loro in faccia la nostra determinazione antimafia.
E la “Relazione sull’esecuzione delle sentenze” della Cedu, la Commissione europea dei diritti umani?
Carta da camino.
Prego?
Materiale di scarto, buono per accendere il fuoco. Questi signori discettano di diritti in maniera astratta. Ma lo dico chiaro e tondo: noi li ignoreremo, il nostro disprezzo per certe indicazioni sarà supremo e totale.
Quindi con la “Relazione”…
…Ci puliremo le scarpe. Usano gli stessi argomenti degli avvocati di Totò Riina, che dovremmo fare? E beninteso: io parlo così sapendo che questa è la posizione del governo.
Eppure Laura Garavini, capogruppo Pd nella commissione Antimafia, le ha risposto che «chi vuole modificare ed ammorbidire il 41 bis non sta a Strasburgo o altrove in Europa ma a Palazzo Chigi». Pare ci sia un equivoco, insomma, su chi sia stato a proporre l’«affievolimento» del 41 bis…
Le cose sono molto chiare: abbiamo ricevuto un documento da Strasburgo e i nostri tecnici lo stavano commentando. Ma la posizione del Governo è chiarissima…
Le richieste di abolizione del carcere duro, tuttavia, non arrivano solo dai burocrati europei…
Certo che no. Basta leggere ciò che dice Massimo Bordin sul “Riformista”, quando accusa la sinistra di ragionare su questo tema proprio “come Gasparri”.
Da dove nascono queste prese di posizione?
Vede, si tratta di radicali e libertari che hanno posizioni utopistiche. Bordin è forse favorevole alla mafia? Certo che no, è evidente. È solo un’anima bella. Anche Pannella, pur non essendo certamente un mafioso, è contro il 41 bis. È un filone, una tradizione culturale…
Accanto alla quale ce ne sono altre, però…
Certo. Infatti il filone che ha vinto è un altro, è quello che rappresento io. Quella della vera lotta alla mafia. Certo molto distante da quello di Scalfaro, Ciampi, Amato e Mancino.
I protagonisti della stagione in cui avvenne la presunta trattativa tra Stato e mafia…
Esatto. E le dirò di più: è uno scandalo che non siano stati trascinati davanti a dei giudici. Conso l’ha detto chiaramente: abbiamo trattato per allentare la pressione stragista. Questi signori dovrebbero stare davanti a una corte…
A questo proposito la voglio far arrabbiare: senta cosa dice Giovanna Chelli dell’associazione familiari delle vittime di via dei Georgofili: «Questa uscita di palazzo Chigi sul 41 bis apre nuovi scenari. Forse siamo davanti a una nuova trattativa ancora in corso».
Dove l’ha letto?
Be’, ad esempio sul “Fatto quotidiano”…
Guardi, provi a leggere altri giornali…
Farò il possibile…
La resa dello Stato alla mafia c’è già stata in passato, assurdo accusare noi della stessa cosa quando abbiamo agito in senso opposto. Io continuo ad opporre il realismo della lotta alla mafia a una certa visione utopistica…
Proprio in queste ore, intanto, i familiari di un boss appena deceduto hanno denunciato lo Stato ritenendo che il regime di 41 bis non fosse compatibile con la malattia…
Non conosco il fatto specifico, ma so che esistono specifiche deroghe per permettere le cure di chi ne abbia bisogno.
Insomma, il 41 bis è severo ma umano, possiamo dirlo?
Sicuramente è più umano di quanto non lo fossero i mafiosi con le loro vittime.
La dichiarazione di Alfano circa il Pdl come “partito degli onesti” va comunque nel senso di dare una immagine, oltre che una sostanza, da cui traspaia in modo più netto questo rigore nella lotta alla mafia, giusto?
Guardi, Alfano da ministro ha fatto leggi importanti contro la criminalità organizzata che parlano da sé. Il suo è stato un impegno operoso contro la mafia. Se questo non traspare lo urleremo ancora più forte. Ma sia chiaro: Angelino è uno che i 41 bis li firma, non uno di quelli che li lasciano scadere come i personaggi di cui abbiamo parlato sopra…