La richiesta di arresto è una follia

Alfonso Papa ha dimostrato di essere una persona responsabile, accogliendo l’invito di molti suoi colleghi ad autosospendersi dal Pdl. In questo modo il deputato e magistrato napoletano ha chiaramente voluto separare la propria vicenda giudiziaria e umana dalle strumentalizzazioni politiche che sottintendono evidentemente alla richiesta di arresto contro di lui. Anche altri dovrebbero fare come lui, per smascherare gli intendimenti veri di quel manipolo di magistrati che si è messo al servizio di logiche che con l’amministrazione della giustizia non hanno assolutamente niente a che fare.
Non si può essere ostaggi delle gogne e dei linciaggi. Nessun partito politico o governo ha armi per difendersi da un’alleanza tra chi controlla l’informazione e la casta giudiziaria. Ne hanno fatto le spese le democrazie di tutto il mondo, dalla Francia alla Spagna, alla Germania ad Israele. Se media e tribunali vogliono sovvertire la volontà popolare nessuno riesce ad impedirglielo.
La richiesta di arresto contro un parlamentare è grave come quella ai danni di un altro cittadino. Nel caso di Papa non ci sono elementi per giustificarla: né la possibilità di fuga, né quella di inquinamento delle prove, né quella di reiterazione del reato. Ma in Italia un qualsiasi magistrato può giocare con la vita e con la dignità di chiunque altro, a qualsiasi categoria appartenga. Per questo è necessario dire basta.