In sedici mosse le misure per fare più sviluppo

Giulio Tremonti proprio non ci sta a ricevere critiche spesso solo strumentali e pregiudiziali. La manovra «non è solo un decreto di finanza pubblica», è un provvedimento che «oltre alle azioni già fatte in passato anche con il decreto sviluppo,contiene 16 nuove azioni per la crescita», ha infatti chiaritto il ministro dell’Economia ieri in aula al Senato prima del voto di fiducia sulla manovra. E «l’aggravarsi della crisi ha reso ancora più evidente la ragione politica di questo decreto».
Il titolare del dicastero di via XX settembre ha illustrato le misure contenute nel provvedimento, che vanno – ha detto –  «dal credito d’imposta per la ricerca alla detassazione per i nuovi contratti di produttività, dalle imprese per i giovani al credito d’imposta per il sud, dal processo civile al turismo, dalle zone a burocrazia zero alle reti d’impresa, dalle opere pubbliche alle ristrutturazioni private dalle privatizzazioni alle liberalizzazioni». «Il bilancio pubblico – ha aggiunto – lo si fa tutto per legge, il pil no. Servono decreti come questi e come altri. Certamente si può fare di più, sentiremo tutti ma non si può dire, perché non è corretto, che non abbiamo fatto molto per lo sviluppo. Senza la tenuta conti – ha sottolineato – non ci sarebbe stato il pil che c’è stato finora».
Tra i punti approvati, c’è quello relativo al credito d’imposta al Sud varrà per gli istituti scientifici per gli anni 2011 e 2012 e sarà in favore delle imprese che finanziano progetti di ricerca in università o enti pubblici di ricerca. Per il Mezzogiorno il credito d’imposta vale per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato nelle regioni del Sud nei dodici mesi successivi all’entrata in vigore del decreto in esame. I giovani pagheranno solo il 5% di tasse se apriranno una nuova attività. E potranno usufruire di questo regime fiscale super agevolato fino ai 35 anni. Il regime fiscale che introduciamo oggi – ha detto il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, autrice dell’emendamento – è il più favorevole in tutta Europa». Il decreto punta poi a incentivare la realizzazione di porti e approdi turistici e a rendere più semplice il rilascio delle concessioni demaniali marittime a ciò destinate. Per la revisione della disciplina delle concessioni per la realizzazione di porti e approdi turistici si dovrà fare riferimento alla Conferenza Stato-regioni.