A rispondere a Borghezio ci pensa… Totò

Totò, da buon principe della risata, avrebbe risposto con una bella e rassicurante pernacchia, come nel film I due marescialli. Anche perché «Signori si nasce e io, modestamente, lo nacqui!», avrebbe aggiunto di fronte a un “vaffa” di troppo. E quel “vaffa” è uscito dalla bocca di Mario Borghezio, in merito alla querelle sui ministeri al Nord, ed era rivolto (tanto per non cambiare) a Roma. Il tutto nel corso de La Zanzara trasmessa da Radio 24. «Per me – ha aggiunto – stiamo assistendo a un bel secessionismo alla vasellina. Padania batte Roma uno a zero». La vicenda dei tre ministeri – che l’esponente leghista legge pro domo sua – «è un assaggino ghiotto, ma noi non rinunciamo a un boccone più grosso». Tra “vaffa”, vasellina e bocconi, sembra di assistere più a un film tra trash e l’hard, con qualche spunto tratto persino dall’Ultimo tango a Parigi. In fin dei conti è solo il solito copione folkloristico che resiste in una parte del Carroccio. Ma dà fastidio. Arriva la replica di Gianni Alemanno: «Borghezio lo conosciamo tutti, è un soggetto che ha poco a che fare con la politica: il problema non è Borghezio, è chi gli dà ruoli politici – afferma il sindaco della Capitale – Io penso che ogni partito dovrebbe verificare attentamente come le varie persone sono scelte e valutate, però credo che, al di là di questo, ai romani non interessa replicare a Borghezio. A noi interessa avere vinto sui ministeri al Nord e sul Gra». E sono due vittorie notevoli, che capovolgono il risultato calcistico anticipato dall’europarlamentare leghista: ma quale uno a zero, la Padania si trova in difficoltà, sotto di due gol, ed è allenata da Borghezio che di pallone, di tattiche e di schemi mostra di non saperne molto. Forse è per questo che la butta sul folklore e sull’ironico andante, con quel “vaffa” a modo suo liberatorio. Totò risponderebbe con una pernacchia, i romani alla borgatara: “Stanno a rosicà”.