«Troppe oligarchie e tanti piccoli ras…»

Marco Beltrandi, componente della commissione Vigilanza Rai, in quota Pd, di formazione radicale, è uno di quelli che più danno battaglia in tema di pluralismo del servizio pubblico. Anche lui tempo fa fu “vittima” di uno stravolgimento della realtà quando passò alle cronache come il promotore del provvedimento di “oscuramento" dei talk-show politici prima delle precedenti elezioni regionali. Lui si difende e chiarisce: «In realtà avevo proposto il contrario: estendere gli spazi dell’informazione in maniera più ampia ed equilibrata. La risposta dell’azienda fu: “Non siamo in grado”. E decisero di oscurarli tutti. Con grande piacere del Pd che poté gridare al golpe, e del Pdl che poté zittire Santoro per un po’».

Un quadretto deprimente dello stato di salute del servizio pubblico… Beltrandi, prima Santoro, poi il caso di Giannino oscurato da Floris. Ieri non a caso Marco Pannella su Radio Radicale tornava a tuonare contro il “tribuno” di “Annozero” e la Rai. A che punto è un servizio pubblico che disinforma, come il caso dei referendum insegna?

Pannella ha ragione. Non c’è dubbio che Santoro sia stato il più bravo di tutti a confezionare trasmissioni a tesi precostituite verso una linea che era anche oltre la sinistra, più radicale ancora, verso Grillo, come s’è visto ultimamente. Un fuoriclasse dell’informazione schierata, altroché martire… Poteva capitare, però, che in qualche puntata di Annozero desse anche qualche notizia utile che altre trasmissioni non davano o che invitasse anche ospiti diversi dai soliti. Qualche volta lo ha fatto. Altrove neanche questo. Il problema non è solo Santoro…

Dica…

Ballarò in maniera molto più subdola è una trasmissione altrettanto schierata. Lì lei vede sempre la solita “compagnia di giro” di ospiti con cui il conduttore confeziona puntate a tesi. Mentre da Santoro era chiaro il gioco e lo spettatore era “vaccinato”, da Floris, che pure si professa imparziale, si sentono sempre gli stessi discorsi, mai una domanda “scomoda”…

Chiudere il microfono a Oscar Giannino per evitare che dicesse delle verità fastidiose sui referendum è stato un punto di non ritorno per la Rai. Che ne dice?

Assolutamente sì, un episodio veramente sgradevole. Ma anche Santoro che ha usato la Rai per parlare delle sue vicende contrattuali non è stato un bel vedere…

Scusi, lei è in Vigilanza, si sarà fatta un’idea di come poter salvaguardare il pluralismo del servizio pubblico?

Certo. Il pluralismo non si può tutelare con una serie di “faziosità aggiuntive”, ossia con spazi che assecondino altre linee politiche. Tecnicamente più voci ci sono, meglio è, ma si avrebbe una continuazione della polemica politica in sede impropria. Quindi si può e si deve agire sull’avvicendamento degli ospiti nelle varie trasmissioni, che siano rappresentativi di un ventaglio ampio di posizioni. Si può agire, naturalmente sulle professionalità, sui conduttori. In altri paesi sarebbe impensabile che fino a pochi giorni dal voto un conduttore abbia il potere di decidere chi gli italiani debbano conoscere in trasmissione per farsi un’idea dei temi su cui esprimersi. Quindi un avvicendamento degli opinionisti sarebbe auspicabile, senza per questo che un conduttore sia etichettato in schemi di parte.

Perché non è stato possibile seguire questa strada?

Per via delle piccole oligarchie che ci sono nei partiti e che sono ben radicate in Rai. E queste sono il frutto della mancanza di una leadership vera sia nella politica sia nell’azienda, al di là dei ruoli formali. Il che ha dato modo ai singoli politici e ai singoli conduttori di crearsi una rete interna di autonomia per così dire.

Insomma, non solo Santoro… sbagliamo a dire che in azienda tanti piccoli “ras” sono cresciuti?

Assolutamente no. Quel che rimproveravo a Masi erano i suoi interventi censori del tutto estemporanei che non seguivano la via di regole precise. Io l’ho spesso sollecitato a farlo. Del resto, da due anni l’Authority gli aveva chiesto di stilare delle linee guida sulla correttezza e l’equilibrio per i tg e i talk-show politici. Non li ha mai dati e questo è stato un errore.. La Rai ha bisogno di essere ricondotta al rispetto di leggi e regolamenti, necessari quando si tratta poi di valutare se vengono rispettati o meno.

Che si aspetta da Lorenza Lei?. Ieri sono stati approvati i palinsesti autunnali…

Purtroppo.

Come purtroppo?

Nel senso che non vedo grandi novità. Comunque, ritengo che vi siano margini di miglioramento per garantire il pluralismo se, come dicevo, si cercherà di trovare un equilibrio tra l’arbitrio dei conduttori e il rispetto della loro libertà editoriale. Sono ansioso di conoscere quali idee ha in mente la Lei riguardo alla regolamentazione del pluralismo. Per esempio, come ha intenzione di riempire lo spazio lasciato libero da Santoro….