Tra la Gabanelli e Butti la contesa finisce… in duello

Ma che avrà fatto di male Alessio Butti, il capogruppo del Pdl in Vigilanza Rai, per beccarsi una rispostaccia di Milena Gabanelli, uno dei volti “intoccabili” del piccolo schermo? Semplice, ha osato criticarla. E qui da noi i mostri sacri non si sfiorano neppure con un dito, specie se conducono Report , peggio ancora Annozero e, perché no?, Ballarò. Chi lo fa commette una serie infinita di peccati, viene accusato di lesa maestà e di essere suddito del dittatore mediatico. Veniamo ai fatti. Tutto è partito da una puntata della Zanzara su Radio 24. Butti ha parlato «degli schieratissimi e pagatissimi conduttori Rai, attaccati come ventose ai loro compensi e ai loro privilegi». Poi ha aggiunto: «Questi signori dello star system che abbiamo noi, voglio vedere se di là, a La7, prenderanno gli stessi soldi, sono una cricca. Ha ragione l’Annunziata che ha parlato di “mafia”, sono i soliti conduttori: la Gabanelli, Fazio, Floris, Santoro. E vogliamo parlare del Tg3? IL telegiornale più vergognoso. Altro che il tg di Emilio Fede, il Tg3 è peggio di Telekabul».
Quanto alla Gabanelli, ha detto ancora Butti, «si facesse un’assicurazione privata, altro che clausola di salvaguardia. È un attestato di debolezza il suo, dovrebbe cavarsela da sola come tutti i professionisti. Lei va in onda, dice cose non concordate col proprio editore, ma poi pretende di essere difesa. Ferrara invece ce l’ha? Sono due programmi molto diversi: uno è un’inchiesta di due ore, l’altro, quello del direttore del Foglio, è un cameo».
Pane al pane, vino al vino, sono cose che pensano in tanti, ma destinate a far scoppiare il putiferio sempre a causa di quell’indefinito concetto di lesa maestà. La replica è stata un tantino velenosa: «La differenza fra me e il signor Alessio Butti – ha detto la “diva” del teleschermo – è questa: della Gabanelli si sa quanto costa e che ricavi porta, del signor Butti si conosce lo stipendio ma non si conosce la produttività, e tantomeno la competenza, almeno in materia televisiva, sulla quale si esprime spesso senza cognizione di causa».
A questo punto è giunta pure la controreplica del parlamentare Pdl. «La differenza tra il sen. Alessio Butti e la signora Gabanelli – ha detto – è questa: la signora Gabanelli è supponente nelle agenzie esattamente come appare in video, cosa che il sen. Butti non è, e in più è pure disinformata perché per verificare la produttività di un parlamentare basta entrare nei siti ufficiali di Camera e Senato. Così vedrà le mie presenze sempre elevate, i miei interventi nelle commissioni e in aula e i disegni di legge da me depositati. Certo, anche il mio stipendio che non solo è decisamente inferiore al suo, ma è anche accessibile a chiunque, contrariamente al suo…».
«Sulla competenza in materia televisiva – ha aggiunto Butti – parlo anche di comunicazione e informazione, legga pure i miei interventi e i miei ddl riguardanti la Rai che tanto garbano anche a sinistra. Sono nato e cresciuto nell’ambito televisivo e quando la signora Gabanelli lo vorrà, visto che è così certa della sua competenza televisiva, potrà sfidami a duello. La supponenza altrui – aggiunge – non mi ha mai spaventato, figuriamoci quella della signora Gabanelli. Infine, grosso errore per una signora così “competente”, estrapolare una frase da un ragionamento molto più complesso, in materia di “responsabilità editoriale”, che ho affrontato durante una articolata intervista rilasciata a Radio 24. Se la riascolti interamente e poi si esprima perché qui non siamo a Report dove si taglia e cuce a piacimento della conduttrice». La sfida è lanciata ma, a questo punto, alla Gabanelli conviene tagliare la corda. Perché stavolta le “stelle” sono rimaste a guardare.