Tanto rumore per nulla

L’inglese Shakespeare (che secondo alcuni era un napoletano sotto mentite spoglie) scrisse “much ado about nothing”. Alemanno e la Polverini potrebbero accontentarsi di un “tutto ‘sto casino per niente”.
La vicenda dello spostamento di alcuni ministeri “giù al Nord”, ha fatto la prima di quotidiani e Tg per quasi un mese, con toni crescenti da confronto finale.
La Lega con un sottinteso “o fate così o mandiamo all’aria il governo e la maggioranza”, mentre a Roma si parlava di “oltraggio intollerabile” e si è giunti a minacciare mobilitazioni di popolo e barricate in piazza.
Alla fine – ieri in una riunione di vertice – si è sancito l’ovvio: nessun problema ad aprire un ufficio di rappresentanza del ministero di Calderoli sotto casa di Calderoli se proprio ci tiene.
Nessun trasferimento di risorse, nessun posto di lavoro guadagnato o perso, nessun calo o aumento di prestigio per una città o l’altra.
Quindi? Una guerra di simboli?
Più tristemente, a nostro avviso, un ennesimo scivolone di una campagna elettorale sfuggita di mano. Una promessa a effetto che non è più stato possibile ritirare perché l’uno o l’altro ci aveva messo la faccia.
Alla fine tutti vincitori e nessun sconfitto, salvata la credibilità leghista ma anche il prestigio di Roma Capitale.
Risolte le cose difficili, restano le bazzecole. Tipo fare un partito e rivincere le elezioni.