Tanto peggio, tanto meglio

La velina rossa recita: “Governo sotto sulla comunitaria, maggioranza allo sbando”. Tutti sanno che la cosiddetta comunitaria non è un provvedimento imposto da un governo bensì un dovuto pacchetto di recepimento delle direttive comunitarie. Se uno Stato membro non recepisce le direttive incorre in sanzioni e multe. Tutto questo è noto. Solitamente non ci sono prove di forza tra maggioranza e opposizione su questo tipo di provvedimenti, il che rappresenta una delle concause – ma certo non una giustificazione – delle eccessive assenze tra i banchi dei sostenitori dell’esecutivo.
Va chiarito che il fatto che l’opposizione – resasi conto che la maggioranza era in “minoranza” – abbia approfittato per mandare sotto il governo, non è un semplice tatticismo. Di norma si fa, pur sapendo – come in questo caso – che il governo ha molti modi per aggirare questi incidenti di percorso e che ritornerà alla Camera con un provvedimento spacchettato o modificato e andrà avanti. Si fa per ledere l’immagine della maggioranza e riportare una seppur effimera vittoria. Un voto che blocca un provvedimento di peso europeo, alla vigilia del Cdm che varerà la manovra e dopo che l’Italia ha sottoscritto con l’Unione degli impegni precisi di contenimento della spesa verso un pareggio di bilancio da qui al 2014, ha un valore diverso. Serve a dire all’Europa che l’Italia non sarà in grado di garantire l’adempimento degli impegni presi perché non gode del controllo politico. Serve inoltre a dire ai mercati, agli investitori esteri, alle banche, che mettere soldi in Italia è un rischio che non vale la pena di essere corso e che sarebbe meglio ritirarsi dal nostro Paese, affossandolo. Si tratta di un gioco a Risiko che pagano i risparmiatori, i contribuenti, i cittadini. Siamo nuovamente alla strategia del “tanto peggio, tanto meglio”. Del “se non posso governarla io l’Italia, tanto vale che sprofondi”.