Si apre la corsa al Colle

Il governo starà in sella altri due anni. Gli appelli alle dimissioni del premier sono il solito “fare ammuina”. Due anni sono necessari a tutti per chiudere gli accordi. Nel 2013 elezioni politiche e inizio del nuovo settennato coincideranno. La partita è aperta soprattutto a sinistra. Bersani, approfittando delle celebrazioni per la vittoria alle amministrative, ha riesumato Prodi, che candiderebbe volentieri al Colle in cambio di un sostegno a se stesso come candidato premier. Prodi ha già esplicitato il proprio gradimento. L’accordo taglierebbe nuovamente fuori D’Alema, il quale ha provato più volte a rilanciare un tandem con Fini, rendendosi conto però che a sinistra non sarebbe mai stato tollerato. Ora strizza l’occhio a Casini, invitandolo a prendere la guida in una rinnovata alleanza bianco-rossa che rimetterebbe ai margini vendolini e dipietristi.
Ma c’è anche l’eventalità che rivinca il centrodestra e tutti credono che Berlusconi abbia messo gli occhi sul seggio presidenziale. La ricerca di un delfino conferma nella testa dei sinistrorsi questo sospetto. L’insistenza dei media anti-B sulla sua delegittimazione internazionale e la sua inadeguatezza istituzionale sono il mezzo con cui pensano di tagliargli la strada al Quirinale.
Ma se un sostituto non lo trova potrebbe dover ricandidarsi alla guida del Governo. Allora si riproporrebbe Napolitano come bilancino per altri sette anni. Largo ai giovani.