Rilanciare senza fare demagogia

Un governo che parla con una voce unica sarebbe auspicabile, ma quando mai c’è stato? Non erano certo monovoce i governi pre-maggioritario e nemmeno quelli di Prodi e di D’Alema. Sarebbe certo buona creanza discutere le misure prima all’interno del Cdm – se non addirittura dei partiti di maggioranza – e poi dare le informazioni alla stampa. Ma siccome nessuno lo fa, ben venga il dibattito. Se Crosetto dice che Tremonti fa proposte discutibili è lesa maestà? Forse il sottosegretario ha il coraggio di dire quello che tutti pensano e borbottano nei corridoi. Lo sanno tutti che i costi della politica non sono gli stipendi dei parlamentari ed è o infantile o demagogico sostenere che il problema del sistema-Paese siano i prezzi troppo contenuti delle mense di Camera e Senato. Il fatto è che ormai tutti pensano che il Parlamento sia un peso morto e che tanto vale chiuderlo e anche alcuni vertici istituzionali hanno sposato questa linea di delegittimazione con populistiche esternazioni. Quindi anche se – come ha fatto il presidente della Camera – tagli lo stipendio ai deputati, tutti diranno che quello che gli resta è sempre troppo.
Possiamo ancora ragionare su una manovra di rilancio? C’è la volontà di ragionare su una ottimizzazione delle risorse senza dichiarare obsoleta la democrazia parlamentare? Forse vale la pena di prendersi ancora qualche giorno per discutere. Per rottamare la politica c’è sempre tempo.