Quello che il governo ha fatto e nessuno dice…

È ora di rinfrescare un po’ la memoria agli italiani travolti dalle polemiche di giornata e spesso distratti sulle cose che contano, sulla sostanza delle cose. La sostanza è che dal 2008 ad oggi il “famigerato” governo di centrodestra alle fasce più deboli ha prestato molta attenzione, ponendo in essere pur in tempo di crisi provvedimenti che hanno recato un po’ di ossigeno alle famiglie meno abbienti. Visto che persino i diretti interessati – ministri competenti e uffici di riferimento –  sono così parchi di parole e strategie comunicative per propagandare quel che di buono si fa, consigliamo almeno di visitare i siti internet del governo, del ministero del Welfare e dell’Economia per avere un elenco aggiornato delle cose fatte. Da una panoramica pur approssimativa, vediamo infatti che alcune misure sostanziano in maniera evidente l’azione del governo.

All’inizio fu la social card
Nel 2008 fu introdotta la social card, misura a sostegno delle famiglie disagiate. Alla tessera possono accedere i cittadini in età non inferiore ai 65 anni e alle famiglie con bambini con un’età non superiore ai tre anni. Il meccanismo è  semplice: ogni due mesi vengono accreditati 80 euro dall’Inps e la cifra serve per acquistare beni alimentari e prodotti farmaceutici, oltre al pagamento di utenze domestiche. Per ottenerla è necessario possedere, in riferimento all’anno corrente, un limite di reddito non superiore a 6.322,64 euro per chi un’età  tra i 65 e i 70 anni o di 8.430,19 euro per chi ha più 70 anni. Va detto che per il 2011 limiti di accesso alla card sono stati ampliati rispetto ai “paletti” del 2008. La carta garantisce sconti negli esercizi commerciali convenzionati.
 
Assegni Inps per le famiglie
I neo genitori dei bimbi nati nel 2011 possono chiedere gli assegni Inps e un prestito agevolato. L’Inps eroga un assegno a sostegno delle famiglie con redditi inferiori a determinati limiti, stabiliti ogni anno dalla legge. Il reddito del nucleo familiare deve derivare, per almeno il 70%, da lavoro dipendente o da prestazione derivante da lavoro dipendente (pensione, indennità di disoccupazione, indennità di maternità, indennità di malattia).L’assegno spetta a tutti i lavoratori dipendenti, ai disoccupati, ai lavoratori in mobilità, ai cassintegrati, ai soci di cooperative e ai pensionati. Spetta ai seguenti componenti del nucleo familiare: il richiedente, il coniuge non separato, i figli  di età inferiore ai 18 anni, i figli maggiorenni inabili che si trovano nell’ impossibilità di lavorare, i nipoti, di età inferiore ai 18 anni, a carico di un ascendente diretto (nonno o nonna) che siano in stato di bisogno e siano mantenuti da uno dei nonni.

Nuclei numerosi
Il 31 gennaio scade poi la domanda per chiedere il contributo a sostegno delle famiglie numerose (cioè con almeno tre figli minorenni, anche adottivi). L’importo mensile è di 129,79 euro (per un importo complessivo su base annua pari a 1.687,27 euro erogati in 13 mensilità) e spetta a quei nuclei familiari che non superano il valore Isee stabilito annualmente: per l’anno 2010 non doveva essere superiore a 23.362,70. L’assegno per il nucleo familiare spetta anche per i figli non residenti in Italia e con un’età superiore ai 18 e inferiore ai 21 anni se: sono studenti  o apprendisti, oppure ultradiciottenni nel caso si trovino, a causa di un’infermità, nell’impossibilità di lavorare.

Prestiti con il fondo nuovi nati
Valido anche per i bambini nati o adottati nel 2011è il Fondo Nuovi Nati del governo, con il quale si può richiedere un prestito a tasso agevolato (scontato del 50% rispetto al tasso medio offerto dalle banche) di un massimo di 5000 euro presso le banche che hanno aderito all’iniziativa. Il prestito è restituibile in cinque anni con un piano di ammortamento dilatabile fino a 60 rate mensili. La domanda può essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo alla nascita o all’adozione: basta recarsi in uno dei 23.000 sportelli bancari aderenti all’iniziativa.

Buoni energia
Anche per quest’anno sono disponibili i cosiddetti “bonus energia” , interventi che consentono alle famiglie a basso reddito o numerose di ottenere uno sconto sulla bolletta dell’elettricità e del gas (sono escluse bombole e gpl). Possono ottenerli le famiglie con Isee compreso entro 7.500 euro. Il limite Isee è esteso a 20.000 euro in caso di famiglie con più di 3 figli a carico. Sono previste agevolazioni anche per i malati che richiedono apparecchiature elettromedicali. Il bonus consente un risparmio di circa del 20% sulla spesa annua presunta (al netto delle imposte) per una famiglia tipo. Per richiedere il bonus elettrico, occorre compilare l’apposito modulo scaricabile dal sito dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ( www.autorita.energia.it) o reperibile presso i comuni o sul sito del ministero per lo sviluppo economico.
 
Più fondi alla cig
Nel piano anti-crisi il governo ha irrobustito il fondo per la Cassa integrazione da 600 milioni fino a circa un miliardo. La diponibilità per il 2011-2012 è di 1,6 miliardi e, grazie al cofinanziamento delle regioni, potrebbe oltrepassare i due miliardi. La nuova intesa stato-regioni, però, a differenza del passato non riporta alcuna tabella di ripartizione dei fondi tra le regioni. «Ogni qual volta ci arrivano le richieste dalle regioni noi daremo una risposta finanziaria. I soldi ci sono e basteranno per tutti», fanno sapere dal ministero guidato da Maurizio Sacconi.

Buoni vacanza
Sono stati riconfermati anche per quest’anno i “buoni vacanza”,  i contributi statali per le vacanze rivolti alle famiglie disagiate, utilizzabili per le proprie vacanze in Italia, a esclusione del periodo compreso tra il 20 dicembre e il 6 gennaio. Quest’anno è stato introdotto un nuovo criterio di valutazione della situazione economica: non più il reddito lordo ma il parametro reddituale Isee della famiglia, favorendo in tal modo maggiormente le famiglie numerose: per esempio una famiglia di quattro persone con reddito Isee inferiore ai 25.000 euro, può richiedere un libretto di buoni (del valore singolo di 20 euro) per un valore totale fino a 1.240 euro, pagandoli solo 682,00 (55%).
Inoltre, il ministero del Lavoro con alcune associazioni odontoiatriche hanno sottoscritto un accordo fin dal marzo 2009  che favorisce l’accesso agevolato alle cure a donne in gravidanza,  titolari di social card,  soggetti con reddito non superiore a 8.000 euro (o anche superiore a 10.000 euro ma aventi diritto ad esenzione per motivi di età o per patologie croniche o invalidanti; inabili al lavoro con invalidità al 100% o con handicap gravi).
Al fine di pubblicizzare tale accordo, saranno organizzate, di concerto con il Ministero della Salute, particolari campagne di comunicazione. Era ora.