Miccichè: «Io? Esco per “condizionare”…»

Difende i pescatori siciliani e calabresi dall’assalto delle “quote” dell’Europa e in cuor suo vorrebbe essere «nei panni di Roberto Cota». Gianfranco Miccichè, siciliano di Cefalù e uomo il cui destino politico è coinciso con alcune delle più significative affermazioni del centrodestra (ad esempio il mitopoietico 61 a 0 in Sicilia ai danni del centrosinistra con cui ha consegnato l’isola al Cavaliere), è appena uscito con il suo gruppo dal Pdl perché è convinto che questo in fondo non è mai nato. Con la sua Forza del Sud e gli altri “compaesani” adesso ha un obiettivo chiaro: «Fare un grande partito meridionale per contrastare la Lega». Lui, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, a differenza del Carroccio assicura però: «Non faremo gli stessi capricci sui ministeri».

Miccichè, lei sostiene di essere amico di Berlusconi.

Non credo di sostenerlo soltanto, ma di averlo più volte dimostrato.

Eppure uscendo dal Pdl lo mette nei guai…

Non metto nei guai nessuno. E ciò non succederà nemmeno all’interno delle Commissioni, perché abbiamo chiarito con Berlusconi che questo pericolo non c’è. Mi creda però, dovevo farlo il mio partito…

Perché?

Me lo hanno chiesto i dirigenti. Che mi hanno detto: non si può fare un partito restando in un altro. Quindi, presa questa decisione, lo abbiamo comunicato al Presidente: dicendogli che è un progetto bellissimo ci cui c’è bisogno. Ma al di là del fatto politico oggettivamente ci si deve rendere conto che il Sud sta soffrendo. Mi sembra che si stia ripresentando una situazione come quella di vent’anni fa: quando dico che le madri mi aspettano sotto casa perché non ce la fanno più economicamente non faccio demagogia. Ecco, c’è bisogno che adesso qualcuno faccia pesare tutto questo.

E pensare che credevo che foste usciti dal Pdl per le “quote tonno” disposte dall’Europa…

Guardi non c’è dubbio che sono un elemento indicativo: perché non c’è nessuno che si è ribellato con l’Europa. Hanno scippato i nostri pescatori con una disattenzione della politica che non ha pari nella storia. Mi faccia spiegare adesso il perché.

Prego.

La Sicilia ha storicamente vissuto di pesce spada. Qualche anno fa però la mitica Emma Bonino ritenne giusto salvaguardare il pesce: da quel momento non si possono pescare più e noi siamo gli unici a non fare nulle di fronte a una normativa europea che stabilisce che una lunghezza massima delle reti che non permette la pesca. Per questo allora c’è stato un graduale e faticoso “cambio” dei pescatori che si sono rivolti al tonno. A questo punto però arriva l’Europa che ha dato disposizione delle quote in funzione dei fatturati storici. Indovinate quanto ne spetta all’Italia che è da poco attrezzata per questo tipo di pesca?

Immagino zero.

Esatto. Capisce che non è un dettaglio.

Certo. Come vi comporterete il 22 con il governo?

Noi dobbiamo essere chiari. Siamo usciti perché stiamo costruendo un partito ma è ovvio che in questo momento non abbiamo tutte queste armi. Abbiamo appena iniziato a dialogare con la Poli Bortone e con altri ma è ovvio che l’obiettivo è candidarsi alle prossime elezioni.

Onorevole, scusi ma non mi ha risposto.

Allora, sono stato eletto con il Pdl e ribadisco che non sono un saltafosse. Per cui possono stare tutti tranquilli. Noi ci limiteremo a cercare di ottenere i risultati che possiamo, dato che siamo in nove, anche può essere che per il momento usciremo in sette, non si sa. Di sicuro non ci possiamo mettere a ricattare nessuno, Quello che a noi interessa comunque è dare una voce al Sud e ovviamente dimostrare di avere un progetto migliore di quello del Pdl.  

Se è colpa della Lega perché critica il Pdl?

Ma la Lega non ha nessuna colpa! E poi io critico un sistema per il quale il Pdl avendo come unico alleato la Lega deve dire troppo spesso sì. Quindi alla Lega riconosco meriti pazzeschi. Le dirò di più, vorrei essere Roberto Cota.

Che cosa sarà il Partito del Sud?

Esattamente quello che è la Lega oggi: un partito autonomo che riesce a condizionare. Ma a una “condizione”: con Berlusconi premier. Perché io se il centrodestra non ci dovesse essere più il mio progetto lo posso buttare. Devo poter condizionare le scelte della maggioranza. E per fare questo non posso stare all’opposizione.

Chiederà per caso anche lei lo spostamento dei ministeri, questa volta al Sud?

Sono una persona seria: se penso che sia una minchiata spostarli a Milano, penso che sia una minchiata spostarli nel Mezzogiorno. Noi faremo altro: ad esempio l’eliminazione delle autorizzazioni chè uno dei problemi che blocca sviluppo e investimenti nel Mezzogiorno. Mentre al Nord un’autorizzazione si riesce a ottenere in tempi tutto sommato ragionevoli, in Sicilia proprio questo viene gestito dai signo burocrati che si sentono padroni del mondo. Tutto questo è inaccettabile.

Non è che nella sua uscita c’entra per caso la nomina di Alfano? Si sa che in Sicilia i vostri rapporti non sono idilliaci…

No ascolti. L’altroieri ho incontrato anche lui e mi sono complimentato per la sua nuova carica. Noi siciliani siamo fatti così: avrei mille cose da ridire ma per me è fondamentale la tenuta del centrodestra. Davanti a se Alfano ha un compito difficile: costruire un partito. Gli faccio i miei auguri.

Veniamo infine proprio alla Sicilia. Spieghi a uno del “continente” che cosa sta succedendo.

Succede che il “non” partito del Pdl tre anni fa ha fatto l’errore di consegnare il governo della Regione a Raffaele Lombardo che si è dimostrato il peggior presidente: perché proprio dove c’era la possibilità di prendere finanziamenti ha fallito mettendo la Sicilia in ginocchio.

Se non fosse che anche lei l’ha sostenuto…

Ho ritenuto di fare il mio dovere. Adesso mi auguro che questa esperienza alla Regione finisca. Attenzione, a livello politico non giudiziario.