Meno cibo ai poveri: dov’è il popolo viola?

Una vera mazzata su chi non ha possibilità, su chi rischia di morire di fame, su chi non vive neppure di speranza. Il tutto senza che le icone pop della sinistra, a partire da Jovanotti, abbiano detto una sola parola di disgusto e senza che i popoli arcobaleno o viola abbiano utilizzato facebook per organizzare un flash mob qualsiasi. La notizia: la Ue ha deciso che taglierà di due terzi gli aiuti alimentari alle famiglie che vivono in condizioni di disagio economico. Dall’anno prossimo la borsa alimentare che distribuisce cibo gratis ai poveri sarà meno ricca: 113,48 milioni di euro in luogo dei circa 500 degli ultimi anni. È il momento di tirare la cinghia e si chiedono rinunce anche a chi di rinunce ne ha già fatte troppe. Peccato che poi somme anche maggiori vengano trovate per altri scopi. In Libia sembra che solo l’Italia stia impegnnado non meno di un miliardo di euro per finanziare i bombardamenti. «Il nostro impegno è restare schierati», ha detto ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma il nostro impegno vorrebbe anche che per finanziare le bombe su Tripoli non mettessimo in discussione la possibilità per i poveri d’Europa di sedersi a tavola anche loro.
Noi siamo convinti che quella adottata ieri dalla Ue sia una scelta sbagliata. Non a caso l’unica voce che si è alzata a livello europeo è stata quella italiana. Il ministro Saverio Romano ha protestato assieme al commissario Ue all’Agricoltura facendo iscrivere il tema degli aiuti Ue agli indigenti nel Consiglio dei ministri dell’Agricoltura del 28 giugno a Lussemburgo. 43 milioni di persone povere rischiano grosso. La politica dovrebbe avere un soprassalto di dignità e porre rimedio a una decisione assurda. Andando avanti di questo passo, infatti, sarà difficile alla fine – per l’Europa – guadarsi allo specchio. Le bombe saranno pure diventate intelligenti, ma sempre bombe sono e finiscono per ammazzare i bambini. Il cibo sottratto ai bambini è un’altra bomba, meno intelligente.