«Le riforme utili io le voto, nel Pd tacciano i Ridolini…» 

«Sono sul trattore, un attimo, mi fermo, non sento, e spegni Cristià! Dica, eh, come? Noo, non scherzi, non sono a Napoli ad aiutare De Magistris, i rifiuti, certo, ma il trattore lì non basta, sì, ci può stare la battuta, ma quella è una questione seria, che tutti, proprio tutti, dovrebbero affrontare con spirito bipartisan». Bipartisan: ecco la la parolina magica, la grande novità dell’ex pasdaran Antonio Di Pietro. Dal gigante con i cingoli che conduce personalmente sui terreni di Montenero di Bisaccia, Tonino semina progetti di riforme condivise con il centrodestra e zappa tutto ciò che dalle parti dell’opposizione gli capiti a tiro. «Un vero leader parla con tutti, anche con Berlusconi, di tutto ciò che può fare l’interesse del Paese», s’infervora l’ex pm. Con Bersani e il Pd va di cesoia, dopo le ironie che lo hanno bersagliato per il suo colloquio con Berlusconi, immortalato da un foto che sul web gli ha creato non pochi rimbrotti: «I cittadini possono dire quello che vogliono, ma i miei alleati no, hanno fatto la figura dei Ridolini criticandomi, per gelosia, forse…». Nomi, nomi. «Enrico Letta. Credeva che non glielo dicessi, eh? In un paese normale se un leader dell’opposizione parla col premier, sotto gli occhi di tutti, non va deriso. Letta andasse a vendere le banane, senza offesa, lo dico da contadino…».
L’intervista che Di Pietro ha concesso ieri al Corriere della Sera chiude il cerchio della sua svolta politica, dopo i successi elettorali delle amministrative e dei referendum. Tonino è sceso dalla torretta dei cecchini anti-berlusconiani per sposare la politica del fare. Al Corriere ha parlato di riforme vere con cui discutere, perfino, udite udite, col Demone Silvio.

Lei è disponibile a riforme vere. Che intende per vere?

Quelle che anche noi abbiamo nel programma. L’abolizione delle province, per esempio. La riforma fiscale, con l’aumento dell’imposta sulle speculazioni finanziarie, gli incentivi sul lavoro, perfino le tre aliquote che propone Tremonti, ma a costo zero, una cosa che io ritengo impossibile per i parametri da rispettare. Magari i soldi li recuperiamo dal ritiro delle missioni, una proposta che solo noi sosteniamo, non solo per questioni economiche, ma più nobili…

E se le stesse cose le sostenesse il governo?

L’Idv in Parlamento discuterà di cose concrete senza guardare al colore del partito.

E sulla giustizia?

La riforma serve, perché vanno ridotti i tempi processuali, per esempio diminuendo i gradi di giudizio con un filtro di ammissibilità, o con la depenalizzazione di alcuni reati: noi vogliamo una riforma che accorci i i tempi del processo, non delle prescrizioni.

Dialogo: con o senza pregiudiziale anti-berlusconiana??

La pregiudiziale, sulla giustizia, se l’è data lui da solo, finora, perché ha dimostrato che vuole riformare solo le cose che gli interessano.

E di riforme istituzionali si può parlare con Berlusconi?

Ripeto, si parla con tutti di tutto, se è nell’interesse del Paese. Come potrebbe accadere per una legge elettorale che ridia agli elettori la possibilità di esprimere le preferenze e crei una griglia di regole per la selezione delle candidature.

Si riferisce ai condannati?

Non solo. Per farle capire che non sono fazioso quando parlo di riforme, dico che anche per i magistrati in politica andrebbe fissata la regola dell’irreversibilità. O arbitri o politici, come ho fatto io.

Lo dice anche al giudice Narducci, che per fare l’assessore nella giunta De Magistris s’è messo in aspettativa?

Lo dico a tutti.

Con Berlusconi vi siete dati un appuntamento?

Non c’è nulla di previsto, tutto succederà in Parlamento, alla luce del sole.

Bersani seguirà la sua nuova linea dialogante?

Noi, come opposizione, abbiamo necessità di costruire un’alternativa politica al Cavaliere, non limitarci a prendere atto che è stato bocciato dagli elettori. Vorrei discutere di programmi, di cose utili al Paese, ma il Pd aspetta, aspetta, tergiversa.

Paradossale: ora è lei che invita a superare l’antiberlusconismo.

Sì, perché il Cav è al tramonto, è chiaro, ma noi dobbiamo dimostrare che sappiamo confrontarci e governare. E se lo dico io che ho fatto più opposizione degi altri…

Ritiene impossibile, ormai, la spallata a questa maggioranza nei prossimi due anni?

Io mi auguro che il centrodestra diventi minoranza, nel Paese è già cosi, ma per adesso in Parlamento esiste una maggioranza e con quella bisogna confrontarsi sul terreno della politica, seminarla.

A proposito di trattori, sta arando anche le zolle di Casini?

Il problema non esiste, nel senso che Casini per dice di voler star da solo, che senso ha corteggiarlo? È inutile chiedere a  un monaco di clausura se gli piace la bionda o la bruna, no? È pur vero che lui una volta va con l’una e una volta con l’altra, ahahah…

Leggendo i giornali l’è venuto il dubbio che si sia abusato nella pubblicazioni delle intercettazioni sulla P4?

Guardi, l’inchiesta è una cosa, le intercettazioni un’altra. Nel primo caso, è evidente che in Italia esistono soggetti non istituzionali che fanno, in segreto, il bello e il cattivo tempo, questo a prescindere se ci siano estremi di reato. Sarebbe utile una commissione d’inchiesta per capire il fenomeno del lobbismo.

Lei si sente libero di parlare al telefono?

Sì, cerco di non commettere reati…

E se i suoi colloqui privati, non criminosi, finissero sui giornali? S’incazzerebbe?

(click, cade la linea)

Onorevole, allora?

Ah, meno male, temevo che pensasse che avevo spento il telefono per non rispondere.

Avevo un legittimo sospetto.

No, per carità. Le conversazioni private? Le regole per mantenere il segreto istruttorio già esistono, facciamole rispettare da tutti.

Si riferisce ai giornalisti, ovviamente.

No, anche ai magistrati. Mica è sempre colpa dei giornalisti.