La politica allo specchio. Di legno

Demagogia di per sé non è una brutta parola. In greco dovrebbe significare “educazione del popolo”. Per quanto sulla traduzione automatica demos-popolo non tutti concordano. Da noi significa prendere per il culo il popolo. E sono tutti abbastanza d’accordo su questa traduzione. Ovviamente anche a prendere la gente per i fondelli bisogna essere bravi e c’è sempre qualcuno che ti surclassa. C’è ovviamente anche una certa tendenza del suddetto “popolo” a farsi menare per il naso, ma anche questo è argomento di dibattito da secoli. Non è che in politica si debba per forza dire la verità, ma a volte, guardandosi allo specchio, un poco di imbarazzo dovrebbero averlo tutti. La portavoce dei precari figlia del senatore con due pensioni d’oro, per carità, avrà i suoi problemi, ma è credibile che faccia la capopopolo? I parlamentari sicuramente sono una brutta razza e inutile. Ma quando a denunciarne gli sprechi è un conduttore che per farlo becca cinque volte di più del loro stipendio dal servizio pubblico non è discutibile? Quando a cantare le sofferenze della povera gente sono cantanti che nuotano nei miliardi e non hanno mai avuto fame non ci si sente presi in giro? Quando un’attrice miliardaria prende il suo jet per venire a Lampedusa a recitare la parte della “migrante” non è una schifezza nei confronti di quelle migliaia di disgraziati che sono morti e che col solo pieno del suo aereo ci campano un anno?