Il Risiko della Lega coi nostri soldati

«Come già avevo fatto in passate occasioni anche in questo Consiglio dei ministri, ho richiesto di approfondire il tema, che a breve avremo proprio all’ordine del giorno, del rifinanziamento delle missioni militari internazionali, prevedendo a riguardo una concreta riduzione del numero sia dei nostri soldati impegnati nella varie missioni all’estero sia una riduzione del numero delle missioni stesse». Ai leghisti, si sa, piace un po’ sparigliare il tavolo, buttarle lì per vedere l’effetto che fa. Il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli – autore delle dichiarazioni di cui sopra –interpreta alla perfezione questo ruolo, uscendosene talvolta con proposte estemporanee che strizzano un po’ l’occhio agli elettori e garantiscono un po’ di rumore. Ma parlare della politica internazionale, soprattutto quando è fatta con i cannoni, non è precisamente come commentare il campionato di calcio della Padania e richiederebbe parole appena più meditate. Fa bene, allora, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a bacchettare il collega: «Ogni tanto – ha spiegato – Calderoli fa questa richiesta. Ma non è che i nostri militari sono lì come in un gioco di Risiko che ne levi un pò. Noi sappiamo benissimo che c’è un programma di rientro di militari da alcune missioni ed i primi ad annunciarlo siamo stati proprio noi della Difesa». Un programma di rientro, ha proseguito, «a partire dal Kosovo, dove è previsto che entro la fine dell’anno ci sia un’ulteriore riduzione del contingente già più che dimezzato. Vogliamo poi scendere ad un numero non inferiore a quello spagnolo nella missione in Libano e stiamo adoperandoci in questa direzione: quando sarà il momento, prima di parlarne in Consiglio dei ministri, ne vorrò parlare anche con il presidente della Repubblica». Ma in quel momento, forse, ci sarà da rincorrere qualche altra esternazione, in ossequio al motto della seconda repubblica: esterno, ergo sum.