Il Cav e Pertini, la “gaffe” è la stessa ma…

Non solo l’imperatore del Giappone, che è avvolto da una certa sacralità, ma anche i re e le regine non possono essere sfiorati, neppure con un dito. È vietato stringere loro la mano come si fa con i comuni mortali, a meno che non siano loro a fare la prima mossa. Su queste regole non si scherza, fanno parte del “Galateo nobiliare”. E a non transigere stavolta è proprio quella sinistra che non ha mai digerito le teste coronate e i discendenti dinastici. Ma quando c’è di mezzo Berlusconi ogni scusa è buona e pur di attaccarlo si diventa, magari solo per mezza giornata, finanche nostalgici della monarchia.
Il tutto per un “fattaccio” («gravissimo», secondo l’opposizione nostrana) accaduto alla sfilata del 2 giugno. Sul palco delle autorità c’è stato un piccolo strappo al protocollo, protagonisti Juan Carlos e il Cavaliere: lungo il viale si apprestava a sfilare la banda dell’Arma dei carabinieri, quando Berlusconi ha lasciato il suo posto, si è alzato e si è avvicinato alla testa coronata iberica toccandogli il braccio per dirgli qualcosa. Che gaffe, nessuno fino a oggi aveva osato tanto, roba da crisi internazionale, una figuraccia storica. Il re ha sfoderato un sorriso («di circostanza», secondo alcuni fini analisti della politica) e il Cavaliere è tornato al suo posto. Poco dopo, Giorgio Napolitano si è sporto verso Berlusconi dicendogli qualcosa e muovendo il braccio come a mimare proprio il movimento del toccare. A quel punto il premier si è alzato nuovamente avvicinandosi a Juan Carlos, dicendogli qualcosa, ma senza sfiorarlo. Lo “scandalo” ha fatto il giro delle tv, con l’indignazione degli esponenti della sinistra. Ma quando Pertini (come dimostra la foto a sinistra) fece un gesto simile nessuno protestò. Anzi, tutti dissero che aveva finalmente rotto un tabù, fregandosene dei riti e del sangue blu. C’è chi può e chi non può. Berlusconi, come al solito, «non può».