Contrordine compagni: insulto libero…

Bombe carta, uova, ortaggi e petardi fuori da Montecitorio, ma dentro il palazzo lo spettacolo è più o meno lo stesso grazie a una sinistra in stile “bava alla bocca" che in questi due giorni di confronto tra Senato e Camera ha dato il meglio di sé per accendere i toni. Un match verbale ai limiti dell’insulto ha fatto da pendant ai veleni della piazza.
E meno male che il clima intimidatorio della campagna elettorale di Milano aveva indotto tutti a più miti consigli, ad abbassare i toni dello scontro politico, a disinnescare le micce dal confronto parlamentare. E meno male che a spegnere i bollenti spiriti ci si era messo il presidente della Repubblica in persona. Sono durati lo spazio di un mattino i buoni propositi seguiti alle “strigliate" di Giorgio Napolitano che non perde occasione per richiamare al senso dell’unità e di responsabilità tra le parti per avviare un processo di riforme condivise tra maggioranza e opposizione. Tutto inutile.

Calabrone in un bicchiere
E invece rassegnamoci e prendiamo atto che da sinistra nulla è cambiato. Contrordine compagni. Agli interventi del premier le risposte sono state, più o meno del tipo: piduista, schizofrenico, patetico, barzelletta vivente, malato. Che sia un insulto o una battuta poco conta. La claque si scatena, l’avversario si arrabbia, l’atmosfera si surriscalda. Così in una giornata in cui i numeri della maggioranza non sono mai stati veramente in discussione, l’opposizione ha cercato un po’ di visibilità con i mezzi a propria disposizione. Una delle più arrabbiate martedì era la capogruppo del Senato Anna Finocchiaro: «Berlusconi ha ormai il volo spezzato e breve di un calabrone finito dentro ad un barattolo». E all’invito del premier alla collaborazione risponde con un «si dimetta».  Il presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani, più volte si era sentito in dovere di stigmatizzare quelli che ha definito «cori da stadio», quando l’esponente del Carroccio Federico Bricolo è stato subissato dai fischi e dai “buu" partiti dai banchi dell’opposizione durante il suo intervento. Il primo scontro si è avuto quando l’esponente leghista ha parlato delle nuove norme in materia di immigrazione clandestina, varate «alla faccia di Vendola e della sinistra», norme che Massimo D’Alema ha subito commentato con indignazione facendo partire la polemica.  

Sei una barzelletta
Ma è ieri alla Camera che la sinistra si è scatenata. Rivolto a Berlusconi: «Ormai è una barzelletta che non fa più ridere nessuno», ha detto il  capogruppo dell’Italia dei valori Massimo Donadi. Poi è stato un crescendo di interventi al vetriolo che senza entrare nella sostanza degli argomenti forniti dal premier, si sono incanalati verso l’offesa “ad personam”.

Palude maleodorante
Sull’atmosfera aleggiava la “fatwa” del leader del Pd Bersani: «Siamo in una palude, anche maleodorante. All’ombra dell’imperatore c’è spazio per logge e loggette, cricche e cricchette, cordate e cordatine». Poi dando del bugiardo al premier, ha di fatto strizzato l’occhio ai manifestanti fuori Montecitorio: « In piazza ci sono tensioni che mi auguro si fermino presto lì…».  

Schizofrenico
Berlusconi è, dunque, un bugiardo, ma anche schiozofrenico. «Siamo alla schizofrenia pura», è stato infarri il “carico" di Bersani a commento dell’intervento del premier. «Le grandi riforme che vuole Berlusconi non servono al Paese, ma solo alle P2, P3 e P4, ovvero a quei gruppi che vorrebbero dividere il Paese tra pochi che stanno bene e troppi che stanno male». Così il demagogo Antonio Di Pietro che si è spinto a lanciare l’idea di una sorta di “Commissione Anselmi 2".

Mente malata
Il leader dell’Idv non ha lesinato parole di fuoco sulle «maggioranze vendute». E poi il botto: «Il presidente del Consiglio ha illustrato il paese da Alice nel paese delle meraviglie che non esiste. È un paese che solo lui, nella sua mente malata e frastornata vede».
Insomma, siamo a un mix di pernacchie e denigrazione: questa l’istantanea del dibattito nelle aule parlamentari dato dalla sinistra. E mentre dal premier veniva ieri un ulteriore appello alle opposizioni a collaborare con il governo e la maggioranza per la realizzazione delle grandi riforme utili per il Paese, quelle rispondevano picche.

Sei ridicolo
«Parlare a fine legislatura di riforme è semplicemente ridicolo» ha risposto Alberto Losacco, parlamentare del Pd. A un certo punto dai banchi dell’opposizione si è levata anche una richiesta generale di un bis. Che succede? Semplice, risponde Dario Franceschini:: «Perché si è trattato non di un discorso politico ma di una recita, un copione decadente e triste che ripete da 15 anni».

Gloria Swanson dei poveri
Anche l’immaginario cinematografico può essere usato come una caricatura, come dimostra Pino Pisicchio, vice-presidente dell’Api: «Siamo al “Viale del tramonto", ma la nostra primadonna non ha lo spessore drammatico di una divina Gloria Swanson, che rappresentava simbolicamente il trapasso dal vecchio muto alla modernità del sonoro».