Adesso il nuovo nome sceglietelo voi…

Non era un divertissement. Già, quello del nome del partito nuovo del centrodestra che dovrà archiviare il fu Popolo della libertà è uno dei temi che impegna sul serio trasversalmente le compagini del partito che si sono riunite ieri per decidere come fare il “tagliando” in vista dei prossimi due anni di legislatura. Come abbiamo già registrato, la necessità di cambiare il nome si accompagna prima di tutto a un problema reale e giudiziario: legato alla possibilità di un contenzioso con Gianfranco Fini – che è stato cofondatore del Pdl – che potrebbe aprirsi a ridosso di eventuali elezioni anticipate. Ma proprio questo, se si vuole, è lo stimolo in più che accompagna il problema politico: se la sintesi tra cofondatori non c’è più quel nome con cui è stato lanciato il partito nel 2009 non ha senso. Anche perché – questo è il pensiero di molti – in questo modo rimane cristallizzato, nella percezione di una grossa fetta dell’elettorato, a una polemica intestina al centrodestra che ha nuociuto in termini di consenso e di resa del simbolo stesso.
A questo punto occorre comprendere solo “quando” accadrà. Che ciò avvenga al più presto lo ha paventato Gianni Alemanno che, da parte sua, sostenendo la necessità di cambiare dicitura ha subito chiarito che ovviamente non è solo un problema di nuovo nome. Perché il superamento del “Pdl” deve significare a sua volta la fondazione di un partito “vero”, partecipato e rinnovato rispetto a un modello che non ha dato i risultati sperati. Proposta questa del nuovo nome che ha già trovato sostenitori (La Russa, Stracquadanio) ma anche meno entusiasti (Galan, Meloni): segno che comunque un dibattito è stato lanciato su un tema sul quale lo stesso premier ha insistito diverse volte.
Tempo fa infatti – a gennaio per l’esattezza – Silvio Berlusconi aveva annunciato il cambio di nome. E, tra le indiscrezioni e i loghi che affollavano i siti, circolava il nome “Italia”. Piaceva anche “Popolari”, ma fu scartato perché utilizzato dai transfughi della sinistra Dc. Stando alle indiscrezioni, poi, sarebbe stata suggerita anche la possibilità di trasformare il Pdl in “Vli”, acronimo di Viva l’Italia; ma “al suono” quella sigla non convinceva. Per ciò che riguardava il logo, invece, c’era chi immaginava uno sfondo azzurro con una fascia tricolore sopra la quale avrebbe dovuto essereci il nome Italia, mentre al di sotto ci sarebbe dovuto essere ancora “Berlusconi presidente”. Ma, appunto, era una suggestione che circolava diversi mesi fa: per l’esattezza subito dopo la fiducia incassata alla Camera che significò la vittoria politica della maggioranza di governo sulla fronda finiana. Prima, soprattutto, della batosta elettorale di queste amministrative che ha fatto emergere la necessità della creazione di un soggetto politico più strutturato e trasparente.
Come si vede, che tipo di partito sorgerà lo si capirà anche (ovviamente non solo) dalla scelta del nome: sarà a vocazione federativa (simile a ciò che fu l’esperienza della “Casa della libertà”)? Sarà ancora un movimento contenitore? Avrà o no il termine “partito” al suo interno (bocciato dal popolo dei gazebo che premiò invece la dicitura “popolo”)? Intanto a mettere un po’ i bastoni tra le ruote nella scelta ci ha pensato Michela Biancofiore che ieri ha annunciato – o minacciato? – la nascita del suo soggetto politico in polemica con il Pdl centrale: e a quanto si è appreso dovrebbe chiamare “Forza Nazionale”. Ragion per cui, dopo la nomina del segretario politico, le attenzioni di tanti saranno rivolte a stabilire come si chiamerà il partito rifondato.
A questo punto, però, è chiaro come anche la scelta della nuova denominazione potrebbe essere uno dei primi “spazi” di partecipazione – così richiesti da una base che ha punito con l’astensione alcune scelte compiute dal Pdl – con i quali gli elettori e i simpatizzanti possono confrontarsi. Proprio in questi giorni, infatti, su diversi blog che gravitano attorno al Pdl ci si interroga (con vere e proprie votazioni) sulla forma partito, sulle primarie, sui nuovi candidati e sui ticket. Ecco, da parte nostra vogliamo coinvolgere i lettori del Secolo proprio sulla questione del nuovo nome. Sì, quale vorreste che sia il nome che sostituirà il Pdl? Scrivete le vostre proposte (con una brevissima spiegazione) nella sezione dedicata su www.secoloditalia.it. Chissà che possa arrivare proprio da queste colonne il nome giusto per il nuovo partito.