Quando vota la coscienza i poli cedono

Da quando Carol Wojtyla prese posto sul seggio di Pietro, fu reso chiaro a tutti che nella politica italiana non c’era più bisogno di un partito confessionale. E nemmeno più posto. Sin dall’inizio del suo pontificato, Giovanni Paolo II chiarì che per parlare al popolo di Dio non avrebbe più usato un filtro, un’organizzazione del consenso che servisse da interfaccia tra il Vaticano e la nazione che, geograficamente, l’avvolgeva. Da allora, anche per bocca di altri alti prelati, la Chiesa ha sottolineato la sua volontà di parlare alle coscienze senza intermediari e in particolare alle coscienze degli “uomini politici” di tutti i partiti, affinché seguano nella propria attività legislativa il richiamo dei valori etici. Basta richiami ai valori cattolici nei comizi, insomma, fate leggi compatibili con quei valori.
Che il richiamo alle coscienze abbia ancora un effetto deflagrante, anche sugli schieramenti parlamentari, è emerso chiaramente ieri alla Camera, in commissione giustizia, nel corso dell’esame del testo di legge su “omofobia e transfobia”, sul quale il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna aveva espresso un chiaro gradimento. Tutta la maggioranza ha invece votato in senso contrario al desiderato della Carfagna. Il Terzo polo si è spaccato, con Fli a favore del testo Soro-Di Pietro e l’Udc che si è ulteriormente divisa in due.
Al ritorno in aula si sarebbe dovuto mettere ai voti un altro testo molto controverso e cioè quello sul testamento biologico o più propriamente sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento. Anche su questo voto pesa più l’etica degli ordini di partito. Anche su questo argomento la posizione della Chiesa è chiarissima ed è stata più volte reiterata. Il centrosinistra aveva già annunciato la richiesta di ricorrere al voto segreto su alcuni emendamenti. Su proposta di Veltroni, l’esame di questo provvedimento è stato  rinviato al dopo ballottaggi. Proposta accolta da tutti con un sospiro di sollievo. Perché sembra proprio che la coscienza rischi di ridisegnare i poli, sfuggendo al controllo delle segreterie dei partiti, attualmente impegnate in tentativi di alterne alleanze per il governo delle città. Ma certo non della città di Dio.