Non lasciamo impuniti i nuovi violenti

Non è un fenomeno isolato perché si sta diffondendo a macchia di leopardo approfittando del clima teso della campagna elettorale, dell’attenzione concentrata tutta sui derby amministrativi nelle città, delle querelle sui ministeri e sui finti zingari “arruolati”. Agiscono con blitz, ovunque e a sprazzi, con episodi di violenza. Con un po’ di superficialità, sono stati definiti “gli ultimi nostalgici degli anni Settanta”. Una definizione un po’ riduttiva perché se è vero che siamo lontani anni luce dalla stagione degli opposti estremismi, è altrettanto vero che bisogna sempre stare attenti a non lasciare la sensazione di impunità diffusa. A Napoli di questa degenerazione ne ha fatto le spese lo stesso Lettieri, il candidato a sindaco del centrodestra, che ha subìto tentativi di aggressione. I suoi gazebo sono stati più volte presi di mira e distrutti, persino due ragazze che distribuivano volantini sono state costrette a farsi medicare in ospedale. Analoghi episodi si sono verificati a Milano. Ma anche dove le elezioni non ci sono, come a Firenze, si sono susseguiti episodi di violenza: il senatore Achille Totaro ieri è stato vittima dell’ennesima intimidazione ed è stata danneggiata la sua auto; pochi giorni fa c’era stato l’attacco alla sede del Pdl. Una delegazione di parlamentari fiorentini del Pdl ha incontrato, sempre ieri, il prefetto, proprio per parlare dell’escalation di violenza. «Siamo di fronte – ha detto Riccardo Migliori – a un attacco non solo a una parte politica, ma all’intera città, capitale di civiltà e di cultura umanistica Ci sentiamo feriti come fiorentini, ancor più che come esponenti di partito», ha aggiunto manifestando l’intenzione di incontrare nei prossimi giorni anche il rettore dell’ateneo e il procuratore generale della Repubblica. Ma dopo il ballottaggio occorre una riflessione da parte di tutti. Non solo per abbassare i toni, ma per individuare dove si alimentano i “nostalgici”. E intervenire.