Matteoli: brutto ko, ma nessuno s’illuda di sfasciare

Il telefono dà occupato, nell’ufficio del ministero, la trafila è quella di una giornata nera. Si attende il turno per parlare con Altero Matteoli, alle prese con la sconfitta del Pdl, tra interviste difensive, depressi da consolare e arrabbiati da tenere a bada. Ma il ministro ha una linea chiara: «Nessuno provi a nascondere la sconfitta, ma neanche a mettere in discussione il Pdl».

I primi commenti, nel Pdl, sono all’insegna del bartaliano “l’è tutto da rifare”, o quasi.

Io non mi iscrivo al partito di chi mette in discussione il progetto sulla base di questi risultati. Il Pdl c’era anche quando abbiamo vinto le Europee e le Regionali: era fallimentare anche allora? Il partito non si tocca, il punto è farlo funzionare meglio, che è un’altra cosa.

Se l’aspettava una sconfitta di queste dimensioni?

No, e la sconfitta ha tante cause diverse. Sicuramente l’astensionismo non ci ha aiutati, ma certo non è un motivo di conforto perché vuol dire che non abbiamo dato ai nostri elettori al giusta motivazione ad andare alle urne. Così come ha influito il trend negativo di consenso che tutti i governi europei, alle prese con la crisi, hanno subìto. Da qui a dire che il Pdl ha perso e il Pd ha vinto, ce ne passa però, visto che sia a Napoli che a Milano e Cagliari in realtà ha vinto la sinistra estrema.

Da domani si ricomincerà a discutere, soprattutto nel Pdl.

Non è necessario “ripensarlo”, ma far funzionare meglio lo strumento che ci ha consentito di vincere e che oggi va a scartamento ridotto. È sufficiente fare alcune cose semplici, come mettere mano alla parte organizzativa, superare le quote 70-30, dare spazio ai congressi locali, ma senza intaccare il progetto originario.

La Lega sembra intenzionata a “scaricare” sul Pdl…

Aspetto le posizioni ufficiali dei vertici, prima di parlare.

Cos’è accaduto a Milano?

Credo che i milanesi, dopo 5 anni di governo della Moratti, non abbiano dato il giusto spazio alle tante cose buone fatte, privilegiando la critica sulle piccole cose. Le buche non tappate hanno paradossalmente prevalso sul progetto dell’Expo.

E a Napoli?

Io ho condiviso la candidatura di Lettieri, sia chiaro. Ma dico anche che bisogna smetterla con i candidati della società civile: queste elezioni dimostrano che vincono politici, come Pisapia e Fassino.