La chiamavano Cgil

Gruppi di studenti “organizzati” politicamente, militanti dei centri sociali pronti agli scontri con la polizia, dipietristi in bella mostra in piazza, esponenti sindacali con l’ossessione di Berlusconi, pugni chiusi e slogan contro il governo, binari ferroviari “okkupati”, parecchi momenti di tensione, Susanna Camusso che sembrava una leader di partito. O meglio, la leader dell’opposizione. E i lavoratori (più che altro gli iscritti alla Cgil) in posizione quasi defilata, da attori non protagonisti. Da Epifani alla Camusso il sindacato “rosso” si è ridotto a essere solo uno strumento di lotta politica, perdendo appeal e significato.

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