«Giustizia: solo norme sacrosante»

Su YouTube spopola il filmato di lui che, a Montecitorio, recita degli stralci di intercettazioni in napoletano. E pazienza se le sue origini friulane resero la scena un po’ surreale. Manlio Contento – avvocato, deputato del Pdl, ex esponente di Alleanza Nazionale – ama andare al sodo e farsi capire, anche a costo di rompere l’atmosfera ovattata dei dibattiti parlamentari. Da specialista del diritto, Contento ha avuto spesso a che fare con le norme dette “ad personam”. Ma, spiega, di personalistico in quei provvedimenti non c’era nulla.

Allora, onorevole: ma è vero che il Parlamento è ostaggio di Berlusconi, che voi pensate solo ai suoi processi, che fate norme ad personam?

No, assolutamente. Si tratta sempre di proposte che noi presenteremmo anche se Berlusconi non esistesse.

Ci può fare qualche esempio?

Certo. Pensi solo all’ultima passaggio parlamentare sulla prescrizione. Ecco, in quel caso si era partiti con una prescrizione processuale ma poi, dopo le critiche ricevute, il centrodestra ha rivisto le proprie posizioni distinguendo la posizione degli incensurati da quella dei pregiudicati.

E allora?

Beh, se quella norma fosse stata concepita per Berlusconi non avremmo fatto marcia indietro. Quella decisione, al contrario, dimostra la capacità della maggioranza di accettare le critiche nel merito.

Niente norme ad personam, quindi?

Si tratta di leggi che riguardano milioni di persone, non possiamo mica fare un provvedimento mettendo nero su bianco che deve esserne escluso Berlusconi…

Dunque si tratta di norme giuste nel merito, a prescindere dal Cavaliere…

Certo, e le faccio un altro esempio: il cosiddetto “processo lungo”. Si tratta di una norma che permette alla difesa di interrogare tutti i suoi testi laddove oggi il giudice può decidere chi far interrogare con grande discrezionalità. Questa non è una legge ad personam, è un principio generale che rende fattuale l’articolo 111 della Costituzione.

E il lodo Alfano?

Non riguarda la persona di Berlusconi, riguarda la figura del Presidente del Consiglio, chiunque esso sia. Esiste in molti altri paesi, a cominciare dalla Francia.

Ma il Pdl ha la forza e la capacità mediatica di far capire ai cittadini tutto quello che mi sta dicendo?

Purtroppo questo è un nodo dolente: sul piano mediatico non riusciamo a far presa.

Perché, secondo lei?

Perché c’è un eccessivo appiattimento sul confronto politico in termini personalistici, cosa che rappresenta una vera patologia del nostro sistema. I temi, i contenuti, i dati, i risultati non fanno notizia, non fanno audience. Prenda il “nuovo apprendistato”…

Cosa?

Ecco, appunto. Si tratta di un provvedimento del ministro Sacconi per favorire l’accesso al lavoro dei giovani. Eppure nei giornali è relegato a elemento secondario, senza importanza…

La disinformazione non riguarda solo la giustizia, allora?

No, riguarda tutto l’operato del governo. Prenda la riforma della scuola. I tanto contestati provvedimenti di razionalizzazione delle spese sono stati dipinti come catastrofici. Eppure non mi sembra che la scuola sia ridotta all’osso o in ginocchio. Si è trattato di trasformare una fabbrica di precari in un luogo di insegnanti di livello. Proprio adesso, peraltro, è partito un programma di assunzioni che riguarderà 65 mila persone. Stiamo recuperando, con contratti veri e propri, i precari creati dalla sinistra. Abbiamo dimostrato, insomma, che i tanto temuti tagli erano solo una forma di razionalizzazione.

La questione dei precari non era l’unico elemente contestato, nella riforma Gelmini…

No, infatti. C’era anche la questione del maestro prevalente. Che, si diceva, sarebbe stato un dramma, avrebbe riportato la scuola indietro di anni. Eppure la riforma è partita e non ho visto famiglie in ginocchio per colpa del maestro prevalente.

I tagli, si diceva, avrebbero causato l’addio al tempo pieno…

Ma se rispetto a prima le ore di tempo pieno sono persino aumentate!

Eppure tutto questo, a dispetto dell’indubbia potenza mediatica del premier, non sembra essere comunicato con efficacia agli italiani…

Questa, secondo me, è determinato anche dalla debolezza del partito politico. A parer mio il Pdl dovrebbe avere un ruolo più forte, proprio per adempiere a questo compito…