Ciellini furiosi contro Sallusti e il suo veleno

Traditori, sabotatori, i ciellini milanesi hanno boicottato la campagna elettorale per Letizia Moratti. Ecco la ragione della sconfitta del sindaco al primo turno. Qualcuno, Alessandro Sallusti per esempio, cerca il capro espiatorio su cui scaricare la colpa. E chi si presta meglio di Roberto Formigoni, che (dicono i maligni) scalpita per strapparle la leadership?
«Ma quando mai, chi lo sostiene è in cattiva fede, cerca solo di mettere le mani avanti  per quanto non ha funzionato», replicano gli esponenti di Comunione e Liberazione, a partire dal governatore lombardo, seguito da Maurizio Lupi e Mario Mauro.

Sallusti attacca
A sostenere la tesi del complotto è quel vecchio volpone di Sandro Sallusti che dalle colonne del Giornale accusa, il movimento fondato da don Giussani  di aver remato contro la Moratti ed elenca tra le prove provate, per prima la scelta del sindaco di interrompere la consulenza con l’agenzia di comunicazione Sec di cui è proprietario Fiorenzo Tagliabue, professionista di area Cl. Un’altra prova sarebbe una fantomatica poltrona di vicesindaco che Giuliano Pisapia avrebbe offerto a una donna vicina a Cl, fino alla presunta solidarietà del ciellino Maurizio Lupi che ha difeso lo stesso Pisapia.
L’accusa di freddezza, per quanto infondata, avrebbe lasciato il tempo che trova, ma a quella di sabotaggio e di voto disgiunto non si può non replicare. «Spiace che questo attacco venga dalle colonne di un giornale che poche settimane fa in prima pagina invitava non a votare Berlusconi ma quel Lassini (il candidato Pdl presidente dell’associazione autore dei manifesti “Via le Br dalle Procure”), che è stato causa di un atteggiamento di disagio di tanti nostri elettori», replica duro Formigoni che, tanto per fare i fatti, ieri ha invitato la Moratti a un incontro con i diversamente abili che ha creato polemiche.

Una fandonia che brucia
Solo balle. Mario Mauro, europarlamentare Pdl vicino a Cl, non si appassiona al caso, però dice che è solo «una mossa strumentale finalizzata a crearsi un alibi contro l’eventuale  sconftta al secondo turno. «Basta guardare ai successi dei candidati vicini a Comunine e Liberazione per avere la dimostrazione del loro impegno a favore dell’amministrazione uscente», aggiunge il vicepresidente del Parlamento europeo. Ma insomma sono dieci, dodici anni che la Moratti partecipa come ospite fissa al Meeting di Rimini, come si fa a dire che i nostri ambienti l’hanno boicottata? Ma allora che cosa c’è dietro l’attacco di Sallusti? «I giornali fanno polemica per vendere copie – taglia corto – il problema non è la stampa che si  tuffa sulla notizia ma chi fa circolare certe tesi». Ora pensiamo a vincere, poi «discuteremo. Mi sbilancio e faccio un pronostico, dico che vinciamo. Sul piano politico le condizioni sono recuperabili».

Maurizio Lupi non ci sta
«Finiamola con le strumentalizzazioni. Dire che i ciellini abbiamo tradito la Moratti è una enorme stupidata che divide il centrodestra», replica Maurizio Lupi in una giornata convulsa di incontri e vertici (ore di colloquio con Berlusconi). «Mentre qualcuno si diverte a seminare zizzania noi stiamo lavorando con Letizia Moratti per recuperare il consenso perduto. La rissa –  ammette il vicepresidente della Camera, facendo autocritica – in politica non paga. Anche se è la prima elezione durante la quale ogni lunedì il presidente del Consiglio presenzia a un processo e non si può non reagire all’uso strumentale della giustizia a fini politici». Il coordinatore regionale Mario Mantovani è categorico: «È una fandonia. Sono i soliti veleni che qualcuno cerca di instillare nei momenti di difficoltà, che non aiutano nessuno e sono destituiti di ogni fondamento». Formigoni? «Si è impegnato al mio fianco per tutto il tempo necessario, anche muovendosi in regione visto che avevamo al voto anche due province e diverse città importanti». È sempre Mantovani a far notare che «la prova del loro impegno sta nel fatto che i loro candidati sono stati eletti». E il voto disgiunto? «Non è così facile da organizzare e non mi pare rientri nell’aria di collaborazione che scorre oggi al partito».

Chi gioca allo sfascio?
Durissima e caustica la risposta del direttore del settimanale Tempi, Luigi Amicone, «pensavo che il tafazzismo fosse uno sport praticato a sinistra. Invece vedo che anche nel Pdl c’è chi gioca allo sfascio. Noi siamo persone serie e leali: forse bisognerebbe andare da quelli stessi che hanno suggerito le ultime infauste mosse al sindaco Moratti, esasperando i toni ed esacerbando il conflitto». Che Sallusti si sia invaghito del “geniale” Pisapia? Parla a nome e per conto di un troncone del Pdl o come il solito battitore libero? I luogotenenti ciellini sul campo giurano e spergiurano di essersi spompati per sostenere la Moratti.  I dati parlano più delle dietrologie: i candidati ciellini hanno perso in totale circa 400 voti a fronte di un calo di ventimila votanti. Una briciola.