«Caro Pisapia: non è da te nascondere le tue idee…»

Pisapia? È bravo. Soprattutto a nascondersi. La Moratti, invece, è come le ville lombarde: poco appariscenti dall’esterno, ma splendide quando le si conosce bene. Parola di Ignazio La Russa, ministro della Difesa e volto storico della destra milanese. Lui il candidato del centrosinistra ce l’avrebbe anche in simpatia ma, spiega, «in questa campagna elettorale ha nascosto la sua identità. Non è da lui».

Allora ministro, dopo il primo turno il leitmotiv è stato: “serve un colpo di reni”, “ci vuole un cambio di passo” etc. Per lei c’è stato, questo nuovo approccio?

Sicuramente sì. Ma le dirò: il cambio di passo non serviva solo nel caso specifico, ma è tipico delle fasi di balottaggio.

In che senso?

Vede, al primo turno entrano sempre in ballo le questioni nazionali. Nel ballottaggio, invece, bisogna puntare tutto sul candidato, è ovvio che si cambi linguaggio.

A proposito di candidati: Pisapia ha legami oggettivi con l’estremismo politico. E tuttavia non crede che questo argomento, di per sé valido, sia stato bruciato da campagne stampa talora un po’ caricaturali?

Può darsi che qualche eccesso ci sia stato, ma è stata brava la sinistra a enfatizzarli. Il dato è che Pisapia ha scelto il camuffamento. Innanzitutto fuggendo il confronto e non rispondendo alle 10 domande che gli avevamo posto (Vedi box – Ndr). E poi ha nascosto le sue idee.

Che intende dire?

Vede, io conosco Pisapia, è una persona corretta, persino simpatica. È un collega avvocato con cui ho scherzato spesso, ma nei nostri dialoghi ognuno di noi rivendicava con orgoglio la propria identità.  Ora lui nasconde le sue idee. A sinistra lo definiscono un candidato riformista, ma è una contraddizione in termini per la sua storia, le sue idee e i suoi programmi.

Caso Gigi D’Alessio: ministro, cosa ci dice di questo ormai famoso concerto che non c’è stato?

Guardi, io ho parlato con Gigi e l’ho invitato a spiegare le motivazioni del suo gesto a Telelombardia. Lui è stato molto chiaro, ha rinunciato innanzitutto per le minacce da ambienti opposti a quelli della Moratti. Sottolineo: ambienti opposti. Insomma, da sinistra non volevano che partecipasse.

Si è parlato di malumori leghisti…

Infatti il secondo motivo erano alcuni interventi di militanti leghisti sulla sua pagina Facebook. Ma questo dato era secondario, mentre i giornali hanno invertito le motivazioni. Di sicuro sappiamo che alcuni ambienti della sinistra napoletana non volevano che venisse.

Non è una bella cosa…

È una vecchia tecnica: se non sei con loro sei un nemico. E se vai da chi è nemico sei un nemico pure tu. Peraltro credo che le minacce fossero più professionali che fisiche.

Cioè? Rischiava di lavorare meno in alcuni circuiti?

Credo di sì. Pensi se noi avessimo fatto pressioni affinché Vecchioni non andasse da Pisapia a cantare la sua canzone (peraltro orribile dal punto di vista musicale, anche se molto bella nelle parole). Ne avremmo avuto i mezzi, ma non ci siamo sognati di farlo. Questa è una mentalità tutta loro.

Una mentalità… “comunista”?

Guardi, almeno su questo nessuno può dar torto a Berlusconi. Per carità, non c’è pericolo che i cosacchi facciano abbeverare i cavalli a piazza San Pietro. Ma questo riflesso pavloviano, stile anni ’70, di dividere il mondo in amici e nemici ce l’hanno ancora.

Torniamo ai candidati: Berlusconi avrebbe espresso perplessità sui loro profili. Poi la indiscrezione è stata smentita. Lei, tuttavia, che ne pensa? Moratti e Lettieri sono le persone giuste per Milano e Napoli?

Be’, intanto le dico che secondo me quella frase del premier è stata riportata male. Lui credo si riferisse al candidato di Arcore. Non c’era nessun riferimento alla Moratti o a Lettieri.

Ma a lei Moratti e Lettieri piacciono?

Lettieri l’ho conosciuto in campagna elettorale e mi è sembrato veramente una persona perbene. Quanto alla Moratti, io credo che abbia lavorato benissimo.

Forse ha poco appeal mediatico, però…

Io credo che talvolta Letizia paghi un po’ il cognome e l’estrazione sociale e alla fine risulta diversa da come è. In questo è molto lombarda: qui da noi le ville sono più belle nei cortili interni che nelle facciate. Allo stesso modo la Moratti è molto riservata e questo forse la penalizza nella società della comunicazione. Negli ultimi 15 giorni, tuttavia, ha fatto vedere di che pasta è fatta.

Questa idea del deficit nella comunicazione, da parte del Pdl, è emerso spesso…

Io credo che valga per tutti quelli che sono al governo. Se ne lamentava anche Prodi. Aggiungiamo poi che la congiuntura internazionale sta mettendo in crisi tutti i governi europei. E non a caso Milano è molto europea…

Ma lei pensa che il Pdl sappia comunicare bene?

Direi che non abbiamo una regia. A sinistra ci sono meccanismi consolidati, tutti sanno già da subito come comportarsi. Noi abbiamo una comunicazione dispersa in mille rivoli. Che talora si escludono a vicenda più che collaborare.