Bentornati

Guardatevi allo specchio. Lo specchio sarà questo giornale. Non vogliamo insegnarvi niente. I valori profondi non si apprendono sulle colonne di un giornale. Ma vi si possono ritrovare, si possono riconoscere. L’identità, l’appartenenza, si portano dentro e si vivono. Noi crediamo più nelle storie fatte di carne e sangue che in quelle fatte di carta e inchiostro. L’inchiostro può anche mentire. Il sangue no. Le nazioni nascono nel sangue e nel sudore, dei martiri e dei lavoratori. La Patria esiste perché molti, per molte volte, si sono sacrificati. In Italia questa storia è stata lunga e penosa e forse ancora non è finita. Noi vogliamo ricordare questa storia nel presente, perché vogliamo che siano gli italiani a fare l’Italia e che lo facciano tutti i giorni. E anche se i tempi più duri – quelli in cui eliminare gli avversari non era reato, quelli delle gogne e delle inquisizioni – sembrano lontani, noi sappiamo che ancora molto resta da fare. Per non tornare indietro, a quando girare con questo giornale in tasca poteva significare anche la morte. E allora tornate a farlo oggi, con sfrontatezza e con orgoglio. Dite con questo gesto che ci siamo ancora e che non ce ne siamo andati mai. Non vi diremo dunque chi siete, perché lo sapete già, ma vi diremo cosa succede lontano da voi e voi ci direte cosa succede a voi e presso di voi, così che noi potremo farlo sapere agli altri. Vi daremo così gli strumenti per comprendere e gli strumenti per rispondere. Torneremo a fare di questo giornale una bandiera e un simbolo, uno scudo e una spada, una piazza in cui incontrarsi e una casa comune.