A Milano Letizia ce la farà?

L’effetto Milan preoccupa gli sfidanti ma non convince più di tanto i sostenitori di Letizia Moratti. Quest’ultimi sanno bene che per vincere a Milano occorrerà qualcosa di più che la felicità di quei sostenitori della neodetentrice dello scudetto che potrebbero passare – per ringraziare il Cavaliere – da “incerti” a “determinanti”. Perché tra i capricci di Umberto Bossi, gli attacchi sull’Expo e le polemiche sui manifesti anti-pm a pochi giorni dal voto le incognite per il centrodestra non mancano. Il problema insomma (più che Pisapia) si chiama “primo turno”. Le ultime indiscrezioni, però, hanno riportato ottimismo in quanto il margine di vantaggio della Moratti in queste ultimi giorni è iniziato a crescere nuovamente: con un 50% (più uno) che non sembra più un miraggio.

«Siamo ottimisti»

«Credo che vinceremo al primo turno». Per Riccardo De Corato, vicesindaco di Milano ed esponente del Pdl, gli ultimi tre giorni di campagna elettorale saranno decisivi. «E sa perché? Grazie all’impegno forte del sindaco, di tutta la coalizione da Berlusconi fino all’ultimo candidato ce la faremo. Non c’è una piazza, un mercato, dove non sia presente il Pdl e anche la Lega». Nemmeno i colpi bassi avvenuti in “famiglia” sembrano preoccupare. «Milly Moratti rappresenta i salotti chic di sinistra che adesso si sono aggrappati a questa signora che fa la “verde” con i soldi che arrivano dal petrolio: oggettivamente non ci preoccupa». Stesso discorso le polemiche sull’Expo e i ritardi denunciati. «L’Expo – spiega – sarà una grande occasione, dobbiamo ringraziare Letizia Moratti se si è raggiunto l’obiettivo. Oltretutto si calcoli che è stata ufficializzato l’appalto per la linea 4 della metropolitana». Eppure i problemi non sono arrivati solo dagli avversari. Perché il Carroccio non ha risparmiato frecciate su Milano durante l’ultimo mese. «Ma la Lega è sempre quella. E devo dire che anche in questa campagna elettorale non si sta discostando dalle sue abitudini». In che senso? «Be’ non è che la Lega si stia stracciando le vesti…». In effetti c’è chi sostiene che la stessa presenza di Bossi per il comizio di chiusura della Moratti sia in forse. De Corato non ne fa una questione di Stato. «Potrebbe esserci, non vedo perché non dovrebbe. Del resto stanno chiedendo la poltrona di vicesindaco». Quella che sarebbe la “sua”. «Le assicuro. Non ho un problema di “poltronite”. Sono disponibile a fare anche il consigliere comunale. Voglio ricordare che ho fatto il vicesindaco mica per diritto divino ma perché sono stato il più votato dopo Berlusconi». A proposito del premier. «Berlusconi ha vinto quasi tutte le campagne elettorali, lo si è visto a Roma dove c’è riuscito con la Polverini senza partito». Il punto è capire se la politicizzazione sulla giustizia sia stata una scelta giusta. «Se ha puntato su questo significa che è un tema con il quale pensa di raccogliere il consenso necessario». Le polemiche in effetti non sono mancate. «Per il fatto che viene in aula il lunedì? Ma come, prima i suoi accusatori dicevano che doveva andarci. Adesso lo accusano di fare uno show».

E Pisapia?
Nel campo dello sfidante, dopo un’iniziale entusiasmo, il morale (causa ben informati) è cambiato in queste ultime ore. Un’affermazione di Pisapia al primo turno non è nelle cose: ma tutto diverso sarebbe se si dovesse arrivare al ballottaggio. «Pisapia sta giocando una partita quasi impossibile ma non assolutamente impossibile». La vede così David Parenzo, giornalista e conduttore che sta seguendo con attenzione la vicenda Milano. «Sì, lo sfidante è in campo, a differenza di tutti i candidati che la sinistra ha messo in mezzo qui a Milano. Non solo ha vinto le primarie, ma è un avvocato dei potenti tra cui De Benedetti: insomma, è un borghese che parla a un pezzo di società milanese importante». Il fatto poi che anche Bersani stia parlando di elezioni “nazionali” – rilanciando anche l’alleaza larga con Vendola – con riferimento a Milano che cosa significa? «Da un lato Pisapia testimonia il fatto che il Pd qui a Milano non conti un granché, dato che Boeri ha perso malamente le primarie con lui. Dall’altro è ovvio che un buon risultato, anche solo il ballottaggio, potrebbe riaprire tutto a sinistra».