Tra Cipputi e il “signor Ferrari”

Tutti in attesa che l’uomo del Monte(zemolo) dica sì. Chi con entusiasmo e chi con prudenza, sempre però sperando che lui finalmente decida da quale parte stare, scelga il suo campo d’azione, magari per essere un valore aggiunto o, nella peggiore delle ipotesi, per vestirsi da leader e mandare così in frantumi le strategie dei Bersani o dei Rutelli. Qualche mal di pancia comincia a emergere, specie a sinistra, dove ci si comincia a chiedere come sia possibile coniugare una certa tradizione politica con un personaggio che incarna il capitalismo, il Paperon dei Paperoni lontano mille miglia dal mitico Cipputi.
«E capirai», diceva Alberto Sordi. Ed è con questa la frase che Il Fatto Quotidiano bolla la vicenda di Luca Cordero. «Rischieremmo di passare da «un politico con il conflittone a uno con il conflittino». Il perché non è difficile da capire. Marco Onado, nell’articolo pubblicato in prima pagina, smorza gli  entusiasmi sulla discesa in campo del presidente della Ferrari. È un imprenditore e deve ripetare «forma e sostanza nei rapporti tra il suo vecchio ruolo e quello nuovo». Eppure “mister cavallino” si è già posto il problema e ha già detto che intende risolverlo con il blind trust. Tutto è quindi molto chiaro. No, non lo è affatto: una mossa del genere, sostiene Il Fatto non basta, perché le aziende richiedono decisioni strategiche, non meramente finanziarie, e non sono assimilabili a un semplice pacchetto di azioni. Montezemolo a Palazzo Chigi come si comporterebbe se si dovesse prospettare la necessità di definire la concorrenza di Ntv (di cui è fondatore e presidente) rispetto a Trenitalia o Alitalia? E se la stessa società fosse oggetto di una scalata ostile? E se poi, come sta accadendo per Parmalat, a qualcuno saltasse in mente di chiedere barriere protezionistiche?

Domande che, per il momento, restano senza risposta: se una persona è a capo di un’azienda è…

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