La favola? va riveduta e “corrotta”

Il primo comandamento dei grandi teorici del cinema di Hollywood (da Syd Field a Dara Marks) è quello di sviluppare un archetipo, ancor meglio una favola e nasconderlo dietro una confezione moderna. Chi non ci crede si vada a rivedere (il film più trasmesso dalla Rai negli ultimi anni) Pretty Woman e scoprirà le analogie, occulte o palesi con Cenerentola.
Impigriti e in palese crisi di idee, gli studios americani, esauriti i romanzi, i remake, i sequel, i prequel, saccheggiate le biografie autorizzate e non, sono tornati indietro, appunto alle favole. Servendole così come sono, ma in altre salse. Nelle nostre sale in questi giorni c’è Cappuccetto rosso sangue. Versione dark con tinte gotiche e vampiresche della fiaba più raccontata dell’infanzia. Protagonista una sensualissima Amanda Seyfried (la figlia di padre ignoto e della smemorata Meryl Streep nel musical Mamma mia). La trama intende catturare il pubblico dei teen ager già conquistati dalla saga di Twilight (firma la regia Catherine Hardwicke che ha diretto il primo episodio della saga).

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