«I leghisti perplessi? Colpa delle elezioni..»

Dal trattato di amicizia con Gheddafi alla fornitura delle basi per la missione contro la Libia fino all’attuale fase che prevede un intervento attivo dei nostri soldati: la posizione del nostro Paese sullo scacchiere mediterraneo cambia ancora. Pericoloso ondeggiamento fra posizioni contraddittorie o evoluzione logica e lineare? Il deputato del Pdl Massimo Corsaro propende per la seconda ipotesi…

Allora, Corsaro: il bombardamento è veramente la naturale prosecuzione della nostra missione in Libia oppure si poteva agire diversamente?

Intanto io credo che nessuno abbia preso decisioni a cuor leggero, in questo ambito. Sono temi che inducono sempre a profonda riflessione…

E, più nello specifico, quali riflessioni le sembra che giustifichino il salto di qualità dell’Italia nella crisi?

Pensiamo a due elementi oggettivi: punto primo, l’Italia è inserita in una alleanza militare internazionale, non è che può chiamarsene ora dentro e ora fuori a piacimento…

E il punto secondo?

Be’, la recrudescenza della repressione del governo libico di cui non possiamo non tener conto. Se fosse successa la stessa cosa altrove le vergini vestali che oggi si scandalizzano sarebbero state in prima fila a chiedere l’intervento.

Calderoli, però, non ha precisamente le fattezze della vergine vestale. Eppure la Lega ha preso le distanze da Berlusconi, su questo punto…

Ci sono sensibilità differenti, certo, ma escludo che esista una spaccatura nel governo. Per alcuni sarà necessario un percorso di maturazione più lunto e maggiore tempo per convincersi della bontà della scelta fatta, ma vedrà che alla fine non ci saranno problemi.

La rottura con la Lega non ci sarà, insomma?

Credo proprio di no. E poi tenga conto di un fatto…

Dica, dica pure…

L’Italia è alla vigilia di una competizione elettorale importante, che per forza di cose spesso assume anche la dimensione di un derby interno. E quindi…

E quindi la Lega abbandonerà certi toni dopo le amministrative? Sta dicendo questo?

Diciamo che certe dinamiche fanno parte del gioco, ecco…

Lega a parte, critiche giungono anche da sinistra. E c’è chi non riesce a dimenticare quel baciamano…

È incredibile che si vada a speculare su quegli accordi del 2008 con la Libia. Mi sembra del tutto evidente che finché non si è messo a parare sul proprio popolo Gheddafi fosse un interlocutore con cui era utile e necessario confrontarsi. Poi lo scenario è cambiato radicalmente e allo stesso tempo è cambiato il nostro atteggiamento…

Fa discutere anche l’assenza di un voto in Parlamento, voto che Frattini ha definito non necessario…

In realtà sotto il profilo formale quella del voto è una non questione, dato che siamo sempre all’interno della risoluzione Onu già passata all’esame delle camere. Sono questioni legate unicamente a polemiche interne.

In che senso?

Be’, penso ai nostri ex compagni di viaggio di Fli, che si dichiarano favorevoli all’intervento ma sollevano la questione del voto in aula. Ma che senso ha chiedere il voto su una cosa con cui sei d’accordo? È evidente che la questione è strumentale…

Intanto Berlusconi e Sarkozy si sono incontrati…

Mi sembra che l’incontro sia andato molto bene. Non solo per le posizioni sulla Libia o sull’immigrazione, ma anche per la tutela del patrimonio economico nazionale.